Trappist – Recensione: Ancient Brewing Tactic

I Trappist, trio formato dai due Despise You Chris Dodge (basso, voce) e Phil Vera (chitarra, voce) e dal batterista Ryan Harkins (Grill Em’ All) nascono essenzialmente per celebrare la passione dei tre ragazzacci per birra e hardcore. “Ancient Brewing Tactic” è il debutto che giunge a ben quattro anni dalla nascita della band e vede la partecipazione, tra gli altri, di Tony Foresta (Municipal Waste) e del Pig Destroyer Blake Harrison. A questo punto non è difficile immaginare il contenuto dei 21 brani stipati nei trentatre minuti complessivi del disco, ma per puro dovere di cronaca continuerò: l’album è un concentrato di hardcore, ritmiche d-beat che dichiarano amore sconfinato per i Discharge, lampi grindcore (“Waiting in line-first stanza”, ci mettete meno ad ascoltare il pezzo che a leggerne il titolo, e “Proost op”, che riallaccia i legami con gli Spazz, un cui milita Chris Dodge), e qualche innocente riempitivo (“Nihamanchnihamanchii”) dove il nichilismo dei Despise You viene messo da parte, a favore di citazioni ironiche sparse qua e là nei titoli  (su tutte “ Wolves In The Taproom“) ed inni allo svago. Il tutto suonato con un’attitudine da dopolavoro, la batteria fuori volume a dettare le regole del brano con ritmi assassini ed il basso ad introdurre i pochi elementi melodici presenti nei pezzi, come accade all’interno del singolo apripista (e pezzo più riuscito) “No corporate beer“. Vengono dal mondo hardcore e suonano hardcore, cosa c’è che non va in questo disco? Nulla, anzi, i brani, ne sono sicuro, scateneranno circle-pit spaventosi e meritati, sotto il palco. Ma ascoltare questa musica alla stereo per cercare differenze o sfumature (comunque rare) tra un pezzo e l’altro, trovare anche un solo motivo valido per arrivare in fondo con entusiasmo a questi trentacinque minuti scarsi (in coda, ad attendere l’ascoltatore c’è lo scherzo doom di “Final Gravity”), è un’altra cosa. “Ancient Brewing Tactic” è in definitiva un disco inutile, zeppo di canzoni mediocri che possono tuttavia trovare un loro motivo di esistenza dal vivo;  se fossi in voi quindi, al posto di spendere dieci euro per scaricare il disco da bandcamp, li investirei in un paio di buone birre belghe. I Trappist sicuramente seguirebbero il mio consiglio.

Voto recensore
4
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. No Soldier Left Behind 02. This Means Wort 03. Tesguino 04. The Patron Saints 05. Hymn To Ninkasi (Ft. Tony Foresta) 06. Waiting In Line – First Stanza 07. Giving The Boot To Reinheitsgebot 08. Swignorant 09. Nihamanchnihamanchii 10. Frank The Tank 11. No Corporate Beer 12. Victims Of A Bomber Raid 13. 99 Problems (But A Beer Ain’t One) 14. Proost-Op 15. Waiting In Line – Second Stanza 16. To The Pint 17. You’re The Reason 18. Garbage Human 19. Waiting In Line – Third Stanza 20. Wolves In The Taproom 21. Trappist-1: Final Gravity
Sito Web: https://trappist213.bandcamp.com/

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