Crimson Glory – Recensione: Transcendence

Sia le vecchie che le nuove generazioni di metal fan sanno che il 1988 è stato un annus mirabilis per il nostro genere preferito; per i neofiti precisiamo solo i nomi di spicco che pubblicarono album leggendari quell’anno: Helloween, Iron Maiden, Malmsteen, Manowar, Metallica, Queensrÿche, Slayer, W.A.S.P. e decine d’altri. E proprio per distinguerci andremo ad inaugurare il ritorno in pompa magna della rubrica Time Warp parlando di un lavoro che possiamo considerare un classico “minore” ma che alla luce degli sviluppi del metal degli anni successivi assume un valore basilare.

Sì perché “Transcendence” dei Crimson Glory che all’epoca venne considerato dalla critica come il fratellino dell’eponimo debut è a nostro parere uno degli album più validi di tutta la “magica decade” nonché una sorta di lavoro “proto prog metal” dall’estrema valenza simbolica e storica; inoltre prendendo spunto presumibilmente dai Genesis i floridiani all’epoca si presentavano al pubblico indossando maschere argentee alquanto originali che ne caratterizzavano l’immagine pubblica.

Al di là dell’immagine però era la musica a parlare da sola: metal tecnico con melodie memorabili che prendevano più di uno spunto da “Rage For Order” dei Queensrÿche con la stentorea voce del compianto Midnight (al secolo John Patrick McDonald morto nel luglio 2009) a guidare la truppa tra canzoni ormai divenute dei classici. Dai mid tempo di “Lady Of Winter” e “Where Dragons Rule” che mettono in mostra la rodata sezione ritmica Lords/Burnell, le vocals inarrivabili di Midnight ed il solismo di classe di Jon Drenning; questo trademark è riscontrabile in tutte le tracce di “Transcendence” tra le quali dobbiamo però spendere due parole per “Red Sharks” ed “Eternal World” due tracce power prog nel vero senso della parola con nuances epiche insite nel songwriting dei Crimson Glory e che rimarranno negli annali del metal tra le canzoni “da avere” . Girovagando nella track list ci imbattiamo in “Painted Skies”, power ballad con echi di Led Zeppelin che ritroviamo anche in “In Dark Places” oppure nel singolone “Lonely” che attutisce le spigolosità metal degli altri pezzi.

Insomma un capolavoro dal primo riff all’ultimo che fortunatamente potrete facilmente reperire grazie alla ristampa della polacca Metal Mind datata 2008.

Etichetta: Roadrunner

Anno: 1988

Tracklist:

01. Lady Of Winter

02. Red Sharks

03. Painted Skies

04. Masque Of The Red Death

05. In Dark Places

06. Where Dragons Rule

07. Lonely

08. Burning Bridges

09. Eternal World

10. Transcendence


Sito Web: http://www.officialcrimsonglory.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. luci di ferro

    questo è un capolavoro assoluto un must, ascoltate la title track a you tube 😀 Transcendence: è magnifico, tecnica eccellente e sopraffina, melodie pazzesche, questa è classe 🙂 il mio voto 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

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