System Of A Down – Recensione: Toxicity

Nemmeno vale la pena di scomodare la retorica, ne subiremo a tonnellate nelle prossime settimane: il secondo attesissimo –eggià – album dei System Of A Down. Tutti affollati attorno al neonato, sguardi carichi di trepidazione. Ce l’hanno fatta? Hanno replicato il capolavoro? Si sono venduti? Hanno perso la scintilla o la tengono ancora salda? Retorica e tronfia non può che essere anche la risposta, inevitabilmente sospesa fra la finta indifferenza scettica di chi l’ascolta e l’urgenza di sapere. ‘Toxicity’ è un grande album, leviamoci il dubbio. E già che stiamo levando, leviamo di mezzo anche i paragoni stilistici, che in tanta benemerita esplosione di bizzarrie non mantiene granchè senso.

Continuiamo a levare: tocca all’unico sassolino del lotto critico. Il gruppo ha guadagnato dei punti in controllo, in precisione. Un aspetto non propriamente negativo ma che qualche punto di fascino “anarchico” lo fa perdere. E abbiamo finito con le pulci, è ora di godersi il disco.

Quarantaquattro minuti di dinamica pura, distillata dai maestri di nemmeno sappiamo quanti generi diversi, citiamo Fantomas (‘Bounce’) e Morbid Angel (‘Needles’) con l’unico subdolo intento di incuriosire. Esplosioni di punk, hardcore, il temutissimo metal della nuova specie, perversioni ritmiche pseudo-folk, tossiche invettive politiche, piogge di emotività che prendono strade inaspettate, metafore-meteore fra il viola lancinante e il verde.

Davvero di tutto: si sentono addirittura gli Slipknot, il riffing di scuola svedese (death, si). Un continuo dimenarsi, un continuo stupire e una invereconda capacità di fare tutto questo nello schema (elastico, ma pur sempre tale) della canzone. Canzone, di quelle che si cantano.

Cosa vorranno mai fare questi System Of A Down? Conquistare il mondo? Non ce ne importa, ma al di là dei gusti avranno il merito di mettere definitivamente in chiaro chi ci fa e chi ci è. Stile, temperamento, fuoco. Per tutto il resto c’è Mastercard.

Voto recensore
9
Etichetta: American / Columbia

Anno: 2001

Tracklist:

Prison Song
Needles
Deer Dance
Jet Pilot
X
Chop Suey!
Bounce
Forest
Atwa
Science
Shimmy
Toxicity
Psycho
Aerials


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  1. Nu Metal Head

    un disco da infarto. la sequenza che va dalla 1 alla 9 è di quelle che fanno perdere il fiato… applausi a scena aperta per uno dei migliori dischi del genere (ma anche forse di tutto il metal moderno)… voto: 9

    Reply

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