Backyard Babies – Recensione: Total 13

Album di svolta per quanto riguarda lo scan rock, se non altro perchè da qui in poi Dregen (chitarra) non suonerà più con gli Hellacopters, “Total 13” rappresenta forse la versione più schietta dei Backyard Babies, o quanto meno quella che musicalmente meglio si concilia con l’attitudine sfoggiata sul palco dal gruppo svedese. Si tratta di un lavoro che mescola un suono sporco e ruvido ad un discreto senso della melodia, ideale continuazione in chiave modernista e decisamente più heavy di sonorità non troppo distanti da quelle degli Hanoi Rocks, tanto per citare una delle influenze più note.

Si parte con ‘Made Me Madman‘ e subito la voce di Nicke Borg vien fuori in tutta la sua potente arroganza, sorretta da un lavoro di chitarra che mette immediatamente in chiaro le radici rock’n’roll del gruppo, quanto meno a livello di sound, dato che ci troviamo di fronte a dei ragazzi che negli anni ’50 non erano neanche nati. Dopo ‘U.F.O. Romeo‘ c’è lo spazio per ‘Highlights‘, in seguito cavallo di battaglia del gruppo, che rallenta il ritmo e canta il ‘carpe diem’ alla maniera strafottente dei Backyard Babies. In ‘Get Dead‘ la potenza si abbassa un po’, per poi risalire con ‘Look At You’, apice dell’album con il suo testo scanzonato che sbeffeggia il conformismo e rende esplicita la voglia di ribellione. Per qualche strano motivo l’atteggiamento di Nicke e soci all’inizio sembra gratuitamente volgare, ma in pezzi come questo viene fuori una simpatia irresistibile e si respira un’atmosfera di sincerità che, seppur sporadica, innalza notevolmente il significato di quello che questi svedesi fanno. Si prosegue sulla stessa linea d’onda con ‘Let’s Go To Hell‘, mentre il livello cala leggermente con le meno ispirate ‘Spotlight The Sun‘ e ‘8-Balled‘. ‘Ghetto You‘, con il suo chorus cantato a squarciagola, è un’atipica canzone d’amore/odio dalla linea melodica davvero irresistibile e il ritmo a mille. Ci si ferma un attimo con ‘Subculture Hero‘ per poi ripartire verso il micidiale tris finale costituito da ‘Bombed (Out OF My Mind)‘, ‘Hey I’m Sorry‘ e ‘Robber Of Life‘, che mettono insieme la schiettezza a livello di lyrics con quella musicale, una semplice ruvidità che colpisce dritti in faccia.

In definitiva, un album con qualche sbavatura, ma forse è proprio per questo a rimanere il più sincero dei Backyard Babies, il cui suono verrà in seguito levigato da un’eccessiva produzione, nonché uno dei capisaldi della scena scan rock.

Etichetta: MVG Records

Anno: 1998

Tracklist:

01. Made Me Madman
02. U.F.O. Romeo
03. Highlights
04. Get Dead
05. Look At You
06. Let's Go To Hell
07. Spotlight The Sun
08. 8-Balled
09. Ghetto You
10. Subculture Hero
11. Bombed (Out OF My Mind)
12. Hey I'm Sorry
13. Robber Of Life


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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