Tommy Vitaly – Recensione: Indivisible

Indivisible” è il terzo album del guitar hero Tommy Vitaly, uno dei portabandiera del neoclassical power metal. Il compositore toscano ha chiamato anche per questo nuovo capitolo della propria discografia un bel gruppo di ospiti di grande caratura, che rendono ovviamente il prodotto finito davvero appetibile per i fan del genere. Fabio Lione, Roberto Tiranti, Alessio Gori (Flashback Of Anger) e Jan Manenti (Love.Might.Kill) tengono alto il vessillo tricolore, mentre Lizard Schulz, Apollo Papathanasio, Henrik Brockmann danno un tocco di internazionalità al progetto. Ho trovato questo disco davvero ben fatto e completo, anche se contiene i pregi ed i difetti di un genere che ripropone da sempre dei cliché ben noti, ipersfruttati in passato, da Malmsteen in giù, che possono essere mal digeriti da chi non mastica certi canoni della musica classica trasportati in metal.

Questa recensione non può non partire da “Macabradanza” la hit di “Indivisible”. Un’irresistibile symhponic metal song, dotata di un tenerbroso incipit di violoncelli, che esplode in un mid tempo sostenuto in cui Chiara Manese e Roberto Tiranti si dividono la scena, tra atmosfere da film horror ed arrangiamenti dal grande effetto. Sul podio finisce anche “Coraline” che, anche se propone nell’intro un paio di passaggi devoti ai Metallica con l’orchestra, si rivela essere un mid tempo corale ed emozionante, grazie ad un refrain azzeccatissimo. Ovviamente l’apporto dei musicisti coinvolti è indiscusso, basti ascoltare “Sinner”, con il solito Fabio Lione sugli scudi, in un brano dal sapore power nell’incedere, ma decisamente classico e Primal Fear nell’epico ritornello. Leggermente prevedibili i due episodi strumentali inseriti in “Indivisible”, che nulla aggiungono e nulla tolgono a ciò che è stato detto sul genere negli ultimi vent’anni, nonostante metta in mostra la tecnica ed il buon gusto alla sei corde di Vitaly. E, dulcis in fundo, come in un cerchio che si chiude, citiamo per ultima propria la title track, posta all’inizio dell’album, neoclassica, powereggiante, ricca di stacchi sinfonici  e piena zeppa di adrenalina.

Indivisible” è un disco realizzato in modo decisamente professionale e di alto livello per il suo genere. Gli ospiti rappresentano una mossa azzeccata per trainare il lavoro, anche se la differenza la fa ancora la chitarra di Tommy Vitaly, sempre precisa, ricca di gusto e mai troppo soffocante nelle parti strumentali. Classico, neoclassico e vincente.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: SG Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Indivisible 02. The Lodge 03. Duel (instr.) 04. Macabradanza 05. Forever Lost Acoustic 06. Wings of Doom 07. Coraline 08. La Bestia (instr.) 09. Sinner 10. Joan of Arc
Sito Web: http://www.tommyvitaly.com/?v=cd32106bcb6d

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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