Tokyo Motor Fist – Recensione: Tokyo Motor Fist

Gli anni ’80 sono tornati o, forse, è meglio dire che non se ne sono mai andati via.
Molta della musica che riempie oggi le nostre giornate, anche quella più “cattiva”, è figlia degli anni ’80 ed è proprio per questo che, se ad un primo ascolto può lasciare spiazziati, questo “Tokyo Motor Fist”, omonimo album di debutto dei Tokyo Motor Fist, si rivela invece un platter tutto sommato riuscito.

I Tokyo Motor Fist, guidati da Ted Poley dei Danger Danger e dal chitarrista e produttore Steve Brown dei Trixter, sono esattamente quello che dichiarano di essere, e lo dicono fin dalla tamarrissima copertina con il logo della band sbandierato sulla lucida carena di una motocicletta.
Qui siamo di fronte ad un hard rock 80s distillato, con tanto di ritornelli cantabili già solo leggendo il titolo dei brani, coretti di sottofondo per riempire i momenti più piatti dei pezzi e riff di chitarra tanto prevedibili quanto fatti per stare esattamente lì, nel posto giusto al momento giusto.
“Tokyo Motor Fist” non ci fa mancare nulla di tutto ciò fin dalla opener “Pickin’ Up The Pieces”, che non lascia molti dubbi sulla direzione intrapresa dal brano. Lo confermano le tracce successive, come “Love Me Insane” e “Black And Blue”, fino ad arrivare alla quadratissima ballad “Don’t Let Me Go” o alla trascinante “Put Me To Shame”, intrisa di glam rock dall’inizio alla fine.

Eppure c’è qualcosa in questi pezzi, un’onestà, una sincerità, una passione per la musica che non deve necessariamente essere la tecnica a tutti costi o l’idea innovativa del secolo: a volte basta questo, un po’ di rock che strizza l’occhio davvero a tutti e si lascia ascoltare con semplicità, per fare di un disco qualcosa di buono.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Music s.r.l.

Anno: 2017

Tracklist: Tracklist: 01. Pckin' Up The Pieces 02. Love Me Insane 03. Shameless 04. Love 05. Black And Blue 06. You're My Revolution 07. Don't Let Me Go 08. Put Me To Shame 09. Done To Me 10. Get You Off My Mind 11. Fallin' Apart

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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