Orden Ogan – Recensione: To The End

Gli Orden Ogan, pompati a dovere dalla AFM, giungono al traguardo del quarto album in carriera, cavalcando l’onda del successo. La band tedesca ha raccolto fin dagli esordi ampi consensi, superando lo scomodo paragone con i Blind Guardian, che, se da un lato aveva fatto drizzare le antenne ai fans, dall’altro rappresentava sicuramente una spada di Damocle sulla testa. Anche il nuovo “To The End” si muove lungo le coordinate dei Bardi di Krefeld, soprattutto quelli dell’era di “Imaginations From The Other Side”, tra violente cavalcate di scuola tedesca e momenti acustici e sinfonici più d’atmosfera.

Mettiamo subito le cose in chiaro, lasciate da parte i facili trionfalismi del pubblico crucco, che ha accolto questa nuova fatica degli Orden Ogan come un capolavoro. Siamo di fronte ad un disco ben concepito e prodotto, curato nei minimi dettagli, ma non avvicinabile ai must del genere, anzi, addirittura un pizzico meno coinvolgente rispetto al predecessore “Easton Hope”. L’inizio è sparatissimo, con la title track e la rocciosa “The Things We Believe In”, che non ci lasciano un attimo di respiro, talmente sono tirate nel guitar riff e trascinanti nei refrain. Il prosieguo di “To The End” non ci risparmia passaggi acustici in pieno Guardian-style, o momenti in cui le tastiere prendono il sopravvento, grazie ad arrangiamenti sinfonici (“The Ice Kings”). Siamo ben lontani dai pomposi ed intricati lavori della band di Hansi Kursch, tranne nella lunga e conclusiva “Angels War”, perché gli Orden Ogan sembrano rifarsi maggiormente ai Rage più recenti, con chitarre moderne e quasi thrash ed accenni orchestrali, ma mai invadenti. Ciò che manca, rispetto a “Easton Hope”, sono alcune intuizioni raffinate e vagamente folk e medievaleggianti, che donavano ai brani una marcia in più.

“To The End” è un disco cucito su misura per i fans del power metal teutonico, che apprezzeranno la carica e l’energia delle ritmiche e l’epicità dei cori. Gli Orden Ogan restano una delle band più interessanti di nuova generazione, ma, il piccolo passo indietro nella classe delle composizioni, conferma che è necessario maggiore sforzo in fase di songwriting per dare del filo da torcere agli dei dell’Olimpo del power.

Voto recensore
7
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. The Frozen Few (intro) 01:56

02. To The End 05:52

03. The Things We Believe In 05:05

04. Land Of The Dead 04:42

05. The Ice Kings

06. Till The Stars Cry Out 06:16

07. This World Of Ice 04:43

08. Dying Paradise 06:07

09. Mystic Symphony 04:16

10. Angels War 07:20

11. Take This Light 03:33


Sito Web: www.ordenogan.de

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