Backyard Babies – Recensione: Tinnitus + Live In Paris

Arriva il momento della gloria, o almeno si spera, per la band che meglio di tutte quelle raccolte sotto l’egida dello “scan rock” ha saputo coniugare una sana ed onesta arroganza ad un gusto melodico fuori dal comune, il tutto servito con un’energia senza pari. I Backyard Babies hanno messo a segno almeno due album che possono già essere considerati dei classici, e anche ‘Stockholm Syndrome‘ svolgeva efficacemente il proprio lavoro pur senza raggiungere gli apici degli episodi precedenti. Senza contare gli innumerevoli singoli e le raccolte uscite negli anni, a documentare gli esordi di una band che aveva fin dall’inizio bene in testa l’idea di dove voleva andare.

Tinnitus‘ salta agilmente quanto fatto dai Backyard Babies prima dello strepitoso ‘Total 13‘: sono rappresentati, infatti, gli ultimi tre album della band, ciascuno con quattro pezzi. Il motivo per l’acquisto, per i fan della band, sta nel ‘Live In Paris‘ che arriva insieme al best of. Per tutti gli altri, questa doppia uscita può rappresentare un ottimo modo per conoscere l’anima più “commerciale ” di Nicke, Dregen e soci – che comunque è di diverse spanne superiore a quanto si sente in giro.

Francamente inutile parlare del primo CD, fatto di una sequenza di gemme di valore inestimabile, ruvide e sporche proprio come è giusto che sia: tra la sfrontatezza di ‘Bran New Hate‘ e ‘Look At You‘ c’è tutto lo spazio per innamorarsi o confermare la propria promessa di fedeltà alla causa della band svedese. A poco serve anche sottolineare la straordinaria energia del live: chi li ha visti sa quanto i Backyard Babies sappiano dare, quanto sappiano far sudare, e ciò viene confermato, pur con gli ovvi limiti del caso, dalla testimonianza dal vivo raccolta a Parigi. Pochi i ritocchi in fase di produzione – e va bene così, dato il genere di musica proposto. I grassi riff di Dregen e la sfrontatezza di Nicke sono liberi di risplendere in tutta la loro luce, fornendoci una riprova della grandezza della band. Certo, il suono non è pulitissimo, ma la perfezione sarebbe un grosso difetto in un contesto come questo!

Alla fine, cercando di ritornare sui binari dell’oggettività, quest’uscita è diretta soprattutto al mercato americano – ancora poco battuto dai Backyard Babies – e, nel resto del mondo, a chi non si è accorto di uno dei fenomeni musicali più sinceramente veri.

Etichetta: Abacus/Self

Anno: 2005

Tracklist:

‘Tinnitus’

01. Brand New Hate

02. U.F.O Romeo

03. Highlights

04. A Song For The Outcast

05. Minus Celsius

06. The Clash

07. Colours

08. Made Me Madman

09. Star War

10. Friends

11. One Sound

12. Look At You

'Live in Paris'<BR

01. L'Intro

02. Look At You

03. Earn The Crown

04. Payback

05. Heaven

06. Powderhead

07. A Song For The Outcast

08. The Clash

09. One Sound

10. Made Me Madman

11. U.F.O. Romeo

12. Year By Year

13. Highlights

14. Star War

15. Brand New Hate

16. Minus Celsius


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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