Recensione: Whoracle

“Whoracle” è stato il disco che mi ha permesso di conoscere il mondo degli In Flames. E ripassare oggi quelle note non può far altro che farmi un piacere immenso. Primo perché ricordi le tue “scoperte” musicali, quando ancora non c’era “l’internet” (e ti dovevi affidare all’amico di un amico che aveva la “sacra cassetta”) ed in secondo luogo perché probabilmente è IL disco di passaggio della band svedese, il balzo verso la gloria.

Il disco parte subito con il piglio del “capolavoro” con il riffing serrato di “Jotun” e la batteria di Bjorn Gelotte (sì…esatto…era lui il  batterista prima del passaggio definivo alle 6 corde su “Clayman” un paio di anni dopo) che incalza la voce di Fridén che dimostra miglioramenti incredibili. Altra rasoiata da antologia “Food For The Gods”, che lega il passato della band a quel futuro che da lì a poco arriderà ai 5 di Göteborg.

Spiazza la “serenità” di “Gyroscope”, che gioca tra chitarre acustiche ed elettriche per un groove che verrà poi riproposto ed espanso nei dischi successivi. “Dialogue With The Stars” è forse l’ultima traccia di quella scheggia folk che correva tra le note dei nostri ai tempi dei primi dischi.

Perla del disco “Jester Script Transfigured”, che miscela con sapienza “silk & steel” e che per la purezza della melodia quasi commuove. Da applausi il lavoro di Jesper Strömblad e Glenn Ljungströmm, che creano con poche note emozioni uniche. Anche in questa canzone evidenti i miglioramenti di Anders Friedén, che gioca con i toni più bassi della sua voce, regalando al brano atmosfere uniche. Si vola verso la fine con una delle canzoni più amate dai fan, quella “Episode 666” che ancora oggi farebbe la felicità di molti musicisti.

E poi la grande sorpresa: la cover del classico dei Depeche Mode “Everything Counts”. Una scelta bizzarra per i tempi, ma che vista col senno di poi spiegherà certe scelte musicali dei nostri ed il “momento” Passenger di Anders Fridén.

Ha 19 anni e li porta benissimo. Un disco che è invecchiato come il migliore dei vini. Un disco che tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta nella vita.

in-flames

Voto recensore
9
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 1997

Tracklist: 1. Jotun - 3:53 2. Food for the Gods - 4:21 3. Gyroscope - 3:26 4. The Hive - 3:00 5. Dialogue with the Stars - 4:03 6. Jester Script Transfigured - 5:46 7. Morphing into Primal - 3:05 8. Worlds Within the Margin - 5:06 9. Episode 666 - 3:45 10. Everything Counts (Depeche Mode Cover) - 3:17 11. Whoracle - 2:43
Sito Web: www.inflames.com

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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