Leverage – Recensione: Tides

Abbiamo affrontato la pratica Leverage solo qualche giorno fa in concomitanza con l’uscita nei negozi della loro nuova fatica a titolo “Blind Fire”mostrando il nostro moderato entusiasmo per una band che crediamo comunque abbia un ottimo potenziale per emergere all’interno della scena melodic metal. Questo potenziale era però ancor più palese all’epoca del loro esordio “Tides” che risale al 2006 ma che la nuova etichetta Frontiers ristampa con l’inclusione di due bonus tracks tratte dall’edizione giapponese dello stesso disco (che comunque non sono niente di epocale); il lavoro si rivela(va) infatti più fresco del suo fratello minore anche perché il fattore sorpresa/scoperta gioca(va) un ruolo fondamentale pur ribadendo un legame a doppio filo con la tradizione. In pezzi come “Horizon” e “Stranger” è innegabile l’influenza Magnum che avevamo già citato in occasione di “Blind Fire”…la prima composizione in particolare è quanto di più classico ci si possa attendere ma ci presenta una band che riesce a convincere molto più di altri epigoni (chi ha detto Ten?); la provenienza geografica diventa invece influente in altri frangenti come “Follow Down That River” dove i finnici sembrano quasi i Nightwish con voce maschile raggiungendo forse l’apice dell’album nel bellissimo cadenzato pomp “Twilight Symphony”. Servirà il terzo lavoro come classica prova del nove per capire se trattasi di fuoco di paglia o band da tenere d’occhio.

Voto recensore
6
Etichetta: Frontiers

Anno: 2008

Tracklist: 01. Fifteen Years
02. Superstition
03. Horizon
04. Dreamworld
05. Follow Down That River
06. Stranger
07. Sails
08. Marching To War
09. Twilight Symphony
10. Gone
11. Waterfall (bonus track)
12. Land Of Flames (bonus track)

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