Thy Catafalque – Recensione: Geometria

Tagliato il significativo traguardo dei vent’anni di attività, gli ungheresi Thy Catafalque tornano sul mercato discografico con “Geometria”, ottavo album in studio per il progetto del multi-strumentista, compositore e cantante Tamás Kátai, che ancora una volta si è avvalso del contributo di un gruppo di ospiti a completamento della line-up.

Partiti da un immaginario prossimo al black metal (pur in vesti evolute), i Thy Catafalque hanno via via assimilato espressioni musicali tra le più differenti, dando vita a un interessante ibrido di avanguardia. “Geometria” è in questo senso il disco forse più vario composto dalla one-man band, grazie a una serie di brani a volte anche del tutto differenti tra loro, in cui si intrecciano elementi di metal estremo, folk, progressive, elettronica e jazz.

L’amalgama è vasta ma assolutamente digeribile, sebbene tanta carne al fuoco possa essere ostracizzante per chi predilige ascolti più scorrevoli. L’opener “Hajnali Csillag” mette subito in chiaro l’approccio dinamico e vario proprio del musicista ungherese. Il brano parte su coordinate jazz, con percussioni atmosferiche e tocchi prog rock, per poi accogliere elementi folk sui quali interviene la voce suggestiva di Martina Veronika Horváth.

I continui cambi di intenzione si manifestano nella successiva “Szamojéd Freskó”, un pezzo black/industrial nervoso e veloce, contnuano nei synth parsoniani di “Töltés” e nel divertente funky/wave di “Gőte”, in cui entrano anche il sax e la tromba. C’è un po’ di discontinuità ma la struttura regge bene e l’artista inanella una serie di brani apprezzbili nelle loro sfumature cangianti. A nostro parare vanno a bersaglio l’epic black melodico di “Lágyrész” e le numerose derive musicali che si intersecano in “Balra A Nap”, due brani avvincenti resi ancora più particolari dall’utilizzo dell’elettronica.

Nei suoi numerosi cambi di umore e di stile, “Geometria” è senza dubbio un disco vario e per sua natura intrigante. Da ascoltare con pazienza, scoprendo le sue differenti chiavi di lettura.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2018

Tracklist: 01. Hajnali Csillag 02. Szamojéd Freskó 03. Töltés 04. Gőte 05. Sárember 06. Hajó 07. Lágyrész 08. Sík 09. Balra A Nap 10. Tenger, Tenger 11. Ének A Búzamezőkről
Sito Web: https://www.facebook.com/thycatafalque

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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