“Thunderbox” chiude la lista delle ristampe targate Humble Pie pubblicate da Lemon/Cherry Red, ma anche se l’album rimane più concertato del precedente “Eat it”, con conseguente recupero di alcuni sporadici tratti del vecchio hard-boogie di un tempo, è senza alcun dubbio anche il meno interessante dei tre.
Si percepisce evidente infatti un certo calo di ispirazione nella qualità media delle composizioni originali (sei in tutto), ma anche i rifacimenti non fanno lo stesso effetto del lavoro precedente e risultano quindi meno coinvolgenti. L’insieme si salva certamente grazie al grande mestiere dei musicisti e alla buona produzione, ma non appassiona come da norma.
Qualche brano da segnalate c’è comunque, come l’azzeccata opener che da il titolo all’album, la dura “Rally With Ali” o il blues rock Rolling Stones-oriented di “Every Single Day”.
Nel complesso siamo però su standard da band normale e non da gruppo top come invece avevano sempre fatto gli Humble Pie in precedenza. Non a caso l’insuccesso commerciale del disco arrivò puntuale e dopo ancora un lavoro di qualità non eccezionale (“Street Rats”), la band finì per sciogliersi.
Non di meno il chitarrista Dave Clempson nelle note interno scrive di conservare un bel ricordo di questo disco e di apprezzarne ancora oggi molte canzoni. Di certo se i dischi brutti fossero tutti del livello di “Thunderbox”, beh, ci sarebbe di che essere contenti.











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