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Ankhagram – Recensione: Thoughts

Un’opera che si muove dimessa ma elegante, un torpore solenne che si spiega attraverso ritmi dilatati, la cui lentezza è solo una delle varie sfaccettature. “Thoughts” è il quinto studio album della one man band russa Ankhagram, progetto creato dal polistrumentista e vocalist Dead (ovviamente nulla a che vedere con il celeberrimo omonimo) che propone anche questa volta un funeral doom metal austero ma sognante. Il modus operandi degli Ankhagram consiste infatti nel mischiare alla matrice del destino, un forte apporto melodico fatto di momenti ambient e larghe parentesi di pianoforte, mai stucchevoli ma ben inseriti nel contesto. I brani sono lunghi e di certo un ascolto che si protrae per quasi settantacinque minuti è piuttosto ostico, ma per fortuna, detti elementi melodici intervengono a dare una maggiore scorrevolezza, mentre il growl di Dead scandisce le oniriche litanie. Bisogna riconoscere come il lavoro vanti anche una produzione pulita e al passo come i tempi e come il platter eluda una dimensione underground ma appaia competitivo e con poco o nulla da invidiare a ben più blasonati colleghi. Le aperture di piano di “Gates In My Mind” danno inizio a un viaggio nei meandri della mente, che si sviluppa nel senso di solitudine scandito dalla successiva e complessa “Don’t Feel This Life”, corredata da lievi rumori industriali e raggiunge il climax in “I’m A Fake”, sommessa eppure orgogliosa nenia pregiata addirittura da una certa orecchiabilità (sempre da vedersi a rapporto con il genere di riferimento). Gli inevitabili canoni del funeral doom impediscono forse a “Thoughts” lo status di capolavoro, ma possiamo essere comunque soddisfatti della bontà di questo prodotto, un must per gli appassionati.

Voto recensore
7
Etichetta: Endless Winter

Anno: 2012

Tracklist:

01. Gates In Mind

02. Don't Feel This Life

03. Lost In Reality

04. I'm A Fake

05. Without Us

06. Thoughts


Sito Web: www.ankhagram.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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