This Gift Is A Curse – Recensione: A Throne of Ash

Terzo album in studio del gruppo svedese This Gift Is a Curse: il loro sound è un monolite, incorporando influenze dal black metal (riff di chitarra in sedicesimi senza palm-muting e batteria in blast-beat), metalcore (occasionale uso di tritoni stoppati con ritmiche più lente e pesanti) e dal rumorismo (specialmente nel secondo, in cui si contavano di più le melodie caotiche e i feedback che altro). La voce è un catartico urlo che, pur non essendo estremo, vomita l’odio che si può leggere nei testi in modo appropriato, e più raramente le tracce si fermano in sezioni ambient con tanto di soundscape riprodotte digitalmente e suoni più distanti e calmi, spesso con lo scopo di separare una scarica di violenza dall’altra.

Un sound semplice, rumoroso ed efficace che continua in “A Throne of Ash”: dopo un intro strumentale, “Blood Is My Harvest” e “Thresholds” seguono il tipico incedere del gruppo, complete con convenzionali rallentamenti, ritmiche il più dissonanti possibile seguendo l’accordatura in Do# caratteristica del gruppo e voce assassina al punto giusto, mentre “Monuments for Dead Gods”, da buon epicentro dell’album, è la più lunga del disco e segue ritmi più lenti e meditativi. Si ritorna al rumore assordante con “Wolvking” e “I Am Katharsis”, mentre “In Your Black Halo” impiega più tempo per iniziare e ricadere alla fine, e “Wormwood Star” segue ritmiche al confine col doom in stile Saturnus.

Questo tipo di black metal (che alcuni definiscono “sludge/harcore”) non è ancora totalmente inflazionato nel mondo, quindi i This Gift Is a Curse non sono ancora arrivati al capolinea, ma c’è da dire che il gruppo non fa molto per differenziarsi dai vari Downfall of Gaia, Celeste o i già citati Altar of Plagues: in tutti i loro lavori c’è rumore e potenza da vendere, ma ben poca melodia e variazione in grado da renderli memorabili. “A Throne of Ash”, al contrario, ha ancora più punti morti, segno che il gruppo dovrà re-inventarsi nelle loro prossime pubblicazioni… e con una certa urgenza, per giunta.

Etichetta: Season of Mist

Anno: 2019

Tracklist: 01. Haema 02. Blood Is My Harvest 03. Thresholds 04. Gate Dweller 05. Monuments for Dead Gods 06. Wolvking 07. I Am Katharsis 08. In Your Black Halo 09. Wormwood Star

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