Atomic Workers – Recensione: Third Disaster

Un titolo come “Third Disaster”, ad annunciare il terzo lavoro in studio degli Atomic Workers, è senza dubbio emblematico. Nato dalle ceneri dei That’s All Folks, l’ensemble sfugge ogni etichetta mosso da un caleidoscopio sonoro ricco ma insidioso. Garage, post-rock, psichedelia: le idee sono tante, meno convincente però è la scorrevolezza di un album che partendo da un brano trascinante dal sapore psychobilly come “Secret Way To The Valley”, procede in modo a tratti disomogeneo, lasciando comunque intravedere uno spessore tecnico e compositivo di notevole livello. Album prettamente basato sulle chitarre, figlie (bastarde) del suono spigoloso del post punk a memoria di Bauhaus, la band invita l’ascoltatore a continui viaggi nella psichedelia dal flavour seventies, con ricami sabbathiani posti a fungerne da contro altare. Album dal fascino indiscutibile ma altrettanto complicato all’ascolto. La scorrevolezza è pesantemente minata da una ricerca continua, forse un po’ forzata in occasione di brani come “Lost Pleasure” e “Home”, nenie dal corpous sonoro eccessivamente dilatato, al quale, va detto, si contrappongono però gustose melodie rock. Chi segue il genere apprezzerà, noi sottolineiamo la classe di un gruppo che può comunque offrire qualcosa in più.

Voto recensore
6
Etichetta: Nasoni Records

Anno: 2009

Tracklist:

01.Secret Way To The Valley
02.Third Disaster
03.You
04.Chaos On The Breeze
05.Lost Pleasure
06.Here’s Where I Belong
07.Home
08.Breakdown
09.Kap-E-Tone


Sito Web: http://www.myspace.com/atomicworkers

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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