Bust A Move – Recensione: There’s No Place Like Home

Registrare il proprio debut album presso studi rinomati, come i Pitchback Studios che sono tra i migliori in Germania in campo estremo, non è sempre sinonimo di qualità o di buona riuscita del prodotto in questione. Fatta questa doverosa premessa, non si può non annoverare “ There’s No Place Like Home” tra le peggiori uscite Deathcore di questo 2012.

Delle undici tracce che costituiscono la tracklist dopo diversi ascolti non rimane nulla, se non la ferma convinzione di porre accuratamente il cd in questione nel dimenticatoio, tanta è la noia, l’ossessiva ripetitività di un tappeto musicale scialbo, trito e ritrito, strizzato come un panno che ormai non ha in sé nemmeno una goccia di originalità.

La voce è monocorde, tediosa e priva di fantasia, così come i riff delle due chitarre che alternano episodi marcatamente Death ad altri decisamente –core (leggasi breakdown in stile Emmure) che risultano essere davvero caotici e fuori luogo.

Nel tessuto musicale non c’è un filo logico, non un appiglio che possa in qualche modo risollevare le sorti di un album che fa del piattume il proprio trademark e della mancanza di idee il filo conduttore.

Non è necessario analizzare le varie tracce, perché dalla prima all’ultima nota non c’è nulla da salvare.

Voto recensore
4
Etichetta: Bastardized Recording

Anno: 2012

Tracklist:

1. Intro

2. Contaminated

3. Inner Demon

4. Swallow the Pill of Disrespect

5. There`s no Place like Home

6. Desperation

7. Dormientes Diabolus

8. The Lion’s Prey

9. Misanthropic Hell

10. Catharsis of the Damned

11. The Apocalypse


Sito Web: http://www.myspace.com/bustamoveband

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login