Lynyrd Skynyrd – Recensione: Then And Now

Quando si dice un disco inutile! Questa ‘Then And Now’ è una raccolta senza alcun senso che va a pescare una canzone dall’album ‘Twenty’ (1997), quattro da ‘Edge Of Forever’ (1999) e cinque dall’eccellente ‘Lyve From Steel Town’ (1998). Per i profani, ricordo che gli Skynyrd sono stati un gruppo fondamentale, praticamente gli inventori del southern rock, una forma di hard viscerale fortemente influenzato dal country americano. La carriera della band si interruppe bruscamente nel 1977, quando in un incidente aereo perirono il cantante e leader Ronnie Van Zant e il chitarrista Steve Gaines, per poi riprendere – dopo una serie di operazioni di tributo – nel 1991, su iniziativa di Johnny Van Zant (fratello di Ronnie) e dei membri superstiti Gary Rossington, Artimus Pyle e Leon Wilkenson. Per carità, ‘Then And Now’ è pur sempre una bella fotografia dell’eccellente stato di salute attuale della band, che magari non avrà la grinta e la magia della line-up originale (in quella odierna c’e’ anche il chitarrista Ricky Medlocke, che, prima di diventare famoso con i Blackfoot, aveva iniziato la sua carriera proprio con gli Skynyrd, anche se nel ruolo di drummer!), ma che ha dimostrato di saperne portare avanti con dignità la leggenda… Resta però il fatto che di un disco inutile si tratta, anche se le versioni qui raccolte di capolavori come ‘Simple Man’, ‘Sweet Home Alabama’ e ‘Free Bird’ sanno pur sempre emozionare come ai vecchi tempi!

Etichetta: Spv/Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: Saturday Night Special/Workin'/Preacher Man/Tomorrow's Goodbye/That Smell/Gone Fishin'/Simple Man/Voodoo Lake/Sweet Home Alabama/Free Bird

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