Them – Recensione: Manor Of The Se7en Gables

Anche se il nome tradisce l’originaria natura di tribute band di King Diamond i Them sono in realtà una formazione di notevole personalità, composta da musicisti di esperienza e qualità, ed anche se alcuni elementi della vecchia idea permangono, sono più che altro quelle componenti che riguardano la cornice del progetto. Ci sono quindi il formato concept album orrorifico che dal Re Diamante è stato reso tanto popolare nel metal, c’è la teatralità molto forte del lead singer KK, che anche in alcune inflessioni vocali ha voluto mantenere certi evidentissimi rimandi, ma le similitudini finiscono qui.

Se si esclude infatti il brano “Witchfinder”, scelto crediamo volutamente come singolo per attirare l’attenzione dei fan di KD, il resto del disco non ha musicalmente nessuno contatto possibile con lo stile del vecchio Re, andando più spesso a parare nei dintorni del power metal o dell’heavy metal di stampo americano, inserendo all’interno delle singole tracce molte variazioni e passaggi tecnicamente pregiati che strizzano l’occhio a quello che si chiama, a volte in modo un po’ forzato, power-prog metal.

Refuge In The Manor” è ad esempio un brano particolarissimo che fonde il gusto di un certo speed metal tecnico (Annihilator? Paradox?) con una componente vicina al power metal più teatrale… per un effetto finale davvero ottimo. Simile, almeno come idea di fondo, è anche “As The Sage Burns”, piuttosto complessa a livello ritmico e altrettanto curata nella scelta della linea vocale.

Il maggior merito va sicuramente a quel Markus Ullrich qui accreditato come il principale songwriter e già noto ai fan più attenti per il suo lavoro con i Lanfear, nonché impegnato anche in altri progetti come i thrasher Septagon o la band prog strumentale A Cosmic Trail. Proprio dalla fusione di tutta questa materia paiono uscire letante sfumature ascoltabili in brani come “The Secret Stairs” o la lunga “Punishment By Fire”, capaci di mescolare sapientemente power, prog, thrash, melodie dark e influenze varie che provengono sia dalla scena europea che da quella d’oltreoceano.

Un bel mix, che riesce comunque a mantenere scorrevolezza e non annoia con troppi tecnicismi, rimanendo sufficientemente attento alle parti melodiche e finendo così per tenere alto il livello di tensione per tutta la durata. Una buonissima uscita, superiore per originalità e qualità al debutto e che speriamo sia solo l’inizio di una lunga e luminosa carriera.

Voto recensore
8
Etichetta: Steamhammer

Anno: 2018

Tracklist: 01. Residuum 02. Circuitous 03. Refuge in the Manor 04. Witchfinder 05. A Scullery Maid 06. Ravna 07. As the Sage Burns 08. The Secret Stairs 09. Peine Forte Et Dure 10. Maleficium 11. Seven Gables to Ash 12. Punishment By Fire

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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