American Head Charge – Recensione: The War Of Art

Visti recentemente in apertura del concerto degli Slipknot a Milano, gli American Head Charge debuttano con questo ‘The War Of Art’ in maniera meno parossistica e convulsa di quanto non fossero apparsi all’Alcatraz, pur rimanendo quasi sottinteso il fatto che la musica creativa, coraggiosa e di cuore rimane assolutamente altra. I migliori colpi si giocano solo in apertura, fra ‘Violent Reaction’, ‘Pushing The Envelope’ e ‘Never Get Caught’, esempi assolutamente standard ma tutto sommato “gradevoli” dell’ala più estrema del nu-metal attuale, divisi fra rifferama thrash, pulsioni groovy e una superficiale attitudine post-industriale ormai piuttosto abusata. Meno simili agli Slipknot di quanto fosse sembrato, dunque, ma evidentemente rinchiusi all’interno di uno steccato ben definito e dai confini quasi inamovibili, gli American Head Charge mancano della profondità necessaria a lasciare il segno su chi ascolta, non riescono a mordere davvero e il banale detto “molto rumore per nulla” risulta purtroppo ancora una volta appropriato, particolarmente alla luce del fatto che la durata prossima ai 60 minuti rende l’ascolto pesantissimo e monotono. Non credo li vedremo in giro a lungo.

Voto recensore
4
Etichetta: American / Universal

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Violent Reaction / Pushing The Envelope / Song For The Suspect / Never Get Caught / Self / Just So You Know / Seamless / Effigy / Americunt Evolving / Shutdown / We Believe / Breathe In, Bleed Out / Fall / Reach And Touch / All Wrapped Up / Nothing Gets Nothing


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