The Vision Bleak – Recensione: The Unknown

Sesto album per i tedeschi The Vision Bleak, duo composto da Ulf Theodor Schwadorf (membro degli Empyrium) e Allen B. Konstanz (ex membro dei Nox Mortis). Dopo aver seguito la band attraverso scenari marinareschi  tra i solchi di “Set Sail To Mistery” (2010) e ambientazioni legate alla stregoneria in “Witching Hour” (2013), i Vision Bleak approfondiscono l’immaginario orrorifico nelle nove tracce di questo “The Unknown“, realizzato ancora per Prophecy Productions.

Introdotto dalla splendida copertina dell’artista Dan Seagrave (già al lavoro con Entombed, Gorguts, Morbid Angel) iniziamo il nostro viaggio attraverso la più antica e potente emozione umana, ovvero la paura. E la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto, così come affermava lo scrittore statunitense H.P. Lovecraft. Il duo tedesco fa leva su questo elemento e riesce a sublimare in questi 48 minuti di musica un caleidoscopio di sensazioni oscure, malate, spaventose. Musicalmente l’album si presenta come una summa di quanto fin qui prodotto, riuscendo a miscelare soluzioni più melodiche ed evocative ad altre più aggressive e pesanti, in un’alternanza di colori e sfumature che spaziano dal tradizionale Gothic Metal, vero trademark della band, alle sfuriate Black Metal o ai ritmi cadenzati e rocciosi tipici del Doom Metal crepuscolare. Le composizioni, sebbene dotate di un minutaggio che supera mediamente i 5 minuti, sono ben strutturate e non perdono mai la loro immediatezza, oltre a essere dotate tutto di un piglio romantico e decadente che vi conquisterà sin dal primo ascolto.

L’evocativa “Spirits Of The Dead” ha il compito di spianare il terreno a “From Wolf To Peacock“, brano che parte subito forte con un riff tanto aggressivo quanto melodico, e proprio grazie a questa dicotomia il duo tedesco è riuscito a creare la propria credibilità, l’inconfondibile sound che definisce ogni disco. Il brano prosegue, quindi, con continui cambi di atmosfera che lasciano scorrere gli oltre sette minuti di durata. La successiva “The Kindred Of The Sunset” è il brano più diretto dell’intero lotto, con un mood quasi Rock ‘n’ Roll che sfocia in un ritornello immediato e di sicura presa. Il ritmo torna a rallentare con “Into The Unknown“, traccia articolata che si avvale di un evocativo e suadente voce femminile nei cori. Queste le coordinate tracciate dai Vision Bleak che vengono declinate con piglio ora più folk in “Ancient Heart“, epico e straziante in “The Whine Of The Cemetary Hound“, brutale nella cavalcata Black “How Deep Lies Tartaros“. Tocca alla strumentale “Who May Oppose Me?” e “The Fragancy Of  Soul Enerthed” chiudere alla grande l’album.

L’eleganza e la decadenza dei Vision Bleak raggiunge in questo “The Unknown” uno dei suoi picchi più alti e raffinati. La bellezza di queste nove tracce non vi lascerà indifferenti e sarà difficile non restare ammaliati da quel sentimento di orrore fascinoso e sublime rappresentato dalla musico dei Vision Bleak.

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Voto recensore
7,5
Etichetta: Prophecy Productions

Anno: 2016

Tracklist: 01. Spirits Of The Dead 02. From Wolf To Peacock 03. The Kindred Of The Sunset 04. Into The Unknown 05. Ancient Heart 06. The Whine Of The Cemetery Hound 07. How Deep Lies Tartaros? 08. Who May Oppose Me? 09. The Fragrancy Of Soil Unearthed
Sito Web: https://it-it.facebook.com/thevisionbleak.official/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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