The Vintage Caravan – Recensione: Arrival

Un sound ruvido e diretto ma al tempo stesso contestualizzato in un’atmosfera intensa e senza tempo, ecco tornare i The Vintage Caravan: ancorati negli anni Settanta ma con richiami piuttosto espliciti alle sue ben più recenti evoluzioni stoner, arrivano al traguardo del terzo album, e lo fanno nel migliore dei modi. Provengono niente meno che dall’Islanda, ma il suono è in un certo senso universale, mettendo assieme gli elementi primordiali del rock. In altre parole, cosmico!

La tambureggiante “Monolith” prima della mutevole e trascinante “Babylon“, l’indiavolato Guðjón Reynisson a picchiare sulla batteria, sono solo il preludio di un’opera carica di groove e passione. L’atmosferica “Eclipsed“, che parte onirica per divenire un condensato di malvagità nel micidiale riffing del frontman Óskar Logi Ágústsson, salvo poi trasformarsi in un improbabile quanto riuscito mix di andature marziali e richiami dei Doors più psichedelici. Ma è un album che non cessa di sorprendere per vitalità, idee, intensità, che trovano dinamica sintesi in “Crazy Horses“, intelligentemente scelta come singolo apripista in virtù di un chorus di impatto e facilmente assimilabile. La conclusiva “Winter Queen” è quanto di più cosmico e ancestrale ci si possa immaginare, e presenta rimandi piuttosto evidenti agli Opeth più settantiani.

Notevole, immaginifica, psichedelica e…vintage la grafica, opera di David Paul Seymour. I The Vintage Caravan forse non fanno nulla di particolarmente originale, ma la passione e la buona musica ci sono. Qui conta la sostanza, e la capacità di portarci nello spazio!

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2015

Tracklist:

01. Last Day Of Light
02. Monolith
03. Babylon
04. Eclipsed
05. Shaken Beliefs
06. Crazy Horses
07. Sandwalker
08. Innerverse
09. Carousel
10. Winter Queen


Sito Web: https://www.facebook.com/vintagecaravan

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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