Attrition – Recensione: The Unraveller Of Angels

Forse gli Attrition non sono noti come molti altri colleghi britannici, ma la band guidata da Martin Bowes, uno dei principali rappresentanti della scena dark-electro inglese, è attiva dal 1980 e nella sua carriera ultratrentennale ha vissuto pressoché ogni risvolto della new wave d’oltremanica, assorbendo gli stili e riproponendoli in musica. Fa dunque specie che il nuovo studio album “The Unraveller Of Angels” sia presentato come un platter basato su delle sonorità contemporanee. Un’affermazione che ci sembra vera soltanto in parte, perché il disco appare come sempre oscuro e ricercato, sebbene non si lasci sfuggire l’occasione di contaminarsi con beats industrial e meccanici, talvolta lievemente club-friendly (“Narcissist”, utilizzata peraltro come singolo). L’album è da considerarsi piuttosto sotto la sua natura sperimentale, un insieme di suoni e sensazioni che in parte riporta in mente gli Skinny Puppy e gli Alien Sex Fiend, se proprio vogliamo fare dei paragoni con dei nomi più noti per una band che è più spesso stata citata come fonte di influenza piuttosto che rientrare nel calderone dei continuatori. Va detto però che questo nuovo episodio, pur curato nei minimi particolari dal punto di vista formale e con un parterre di ospiti di assoluto rispetto (citiamo Matt Howden, Annie Hogan, Erica Mulkey dagli Unwoman), corre talvolta il rischio di risultare forzato nella sua sperimentazione, complice una base di beats industrial ripetitiva e pressoché utilizzata per tutta la durata del lavoro. Una tecnica che, efficace in brani semplici e d’effetto come “Karma Mechanic”, tende nel lungo periodo a generare delle punte di noia. Va detto che l’esperienza è comunque indiscutibile e il mix di sonorità utilizzate  tiene tutto bene a galla, raggiungendo peraltro dei risultati assai apprezzabili nella cupa natura ambient/noise di “Snakepit”, nella sibilante commistione tra elettronica e musica classica di “The Causal Agent” e ancora nella totale anarchia di “Hollow Latitudes”, brano complesso e affascinante che tuttavia termina con l’inspiegabile protrarsi di assoluto silenzio per lunghi minuti (esigenza artistica?). Una release che dunque presenta luci ed ombre, sebbene sia assolutamente efficace e di sicuro interesse per gli estimatori del genere.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Klageto / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  The Unraveller
02.  Karma Mechanic
03.  Narcissist
04.  Histrionic!
05.  One Horse Rider
06.  Snakepit
07.  Suicide Engineer
08.  The Causal Agent
09.  Hollow Latitudes
10.  The Internal Narrator


Sito Web: https://www.facebook.com/ATTRITIONMUSIC

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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