Am I Blood – Recensione: The Truth inside the dying Sun

Il dubbio del vostro fidato recensore di turno è di quelli amletici: come indirizzare queste righe che mi sto apprestando a scrivere?

Svolgere a dovere il compitino assegnatomi e segnalarvi come la quarta fatica firmata Am I blood non sia altro che una copia spudorata del ‘Black Album’ targato Metallica opportunamente riveduta e corretta, oppure lasciare spazio alle emozioni e ai miei stati d’animo che narrano di un headbanging furioso perpetrato dal sottoscritto di fronte al fido monitor e che i four horsemen non sono (e forse non saranno) più in grado di farmi provare.

La decisione è presa!

Al diavolo l’oggettività, ho deciso di raccontarvi di un disco comunque coraggioso, perché registrare un disco come ‘The truth inside the dying sun” è cosa degna di rispetto: i quattro svedesi capeggiati dalla voce e dalla chitarra di Janne Kerminen hanno assorbito per osmosi ogni passaggio, ogni traccia, ogni piccola sfumatura di Ulrich e Soci, almeno fino alla metamorfosi del controverso ‘Load’.

‘War of my misery’ apre le danze con la classica andatura alla ‘Wherever i may roam’: la voce, il suono compatto di chitarre, lo sfociare in assoli melodici e intensi, la produzione grassa completamente sbilanciata verso i bassi e via discorrendo, tutto ci racconta di quelle storiche pagine di musica.

Quello che mettono di loro gli svedesoni è la naturalezza con la quale scrivono canzoni di impatto, melodia e grinta, bilanciate tra un heavy metal classico e un istintivo appeal per l’esplosione anthemica.

Manifesto di queste indubbie qualità è ‘Gone with you’: rimbalzante, cattiva, trasognante nell’arpeggio e in quella lead doppiata, e che dire di quell’assolo e quel ritornello…manna per le nostre orecchie messe a dura prova da ‘St.Anger’ e ‘Re-load’.

Non abbiate paura! avvicinatevi senza preclusioni di sorta, ‘Lies wrote mysteries’ , la title track ‘The truth inside the dying sun’ vi entusiasmeranno per la freschezza e la spontaneità.

Sono certamente un tributo ma in fin dei conti quante bands simili a Zeppelin, Ac Dc e Maiden abbiamo sentito e continueremo ad ascoltare (e a recensire) senza per questo gridare allo scandalo.

Un seme per il futuro discografico degli Am I Blood è piantato stabilmente nel terreno ed è proprio l’ultima traccia ‘Collapse of Ritual Belief’: cocktail dalle reminescenze medievali, con un ottimo lavoro di doppia cassa, il riff ed il break centrale attuale, quasi New Wave nella digressione, vagamente decadente, assolutamente da non lasciare cadere nel vuoto.

Concludendo: sette per la musica, cinque per l’originalità, suvvia.. un sei e avanti il prossimo!

Voto recensore
6
Etichetta: Scandinavian A1 Music Oy

Anno: 200

Tracklist:

01. War of my misery

02. Gone with you

03. Lies wrote mysteries

04. The truth inside the dying sun

05. Painful ignorance

06. The saddest grief

07. Struggle in disarray

08. The one who forgives

09. Supremacy of failure

10. Collapse of ritual belief


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