The Three Tremors – Recensione: The Three Tremors

Quando tre personaggi di storia e spessore artistico come Tim “Ripper” Owens, Harry “The Tyrant” Conklin e Sean “The Hell Destroyer” Peck si ritrovano a dare il loro contributo vocale ad un progetto, quello che ci aspetta è legittimamente una bomba di heavy metal ultra-potente e cantato su note impossibili. Senza dubbio The Three Tremors da questo punto di vista offre quanto promesso e basta dare un ascolto anche distratto ad uno qualsiasi dei brani inclusi per rendersi conto che tutto giri intorno al concetto di spingere al limite gli elementi sopra indicati.

 

I guai cominciano però quando si cerca di entrare nel merito delle singole canzoni e ci si rende conto che, tolta la curiosità iniziale, molte di esse non sono null’altro che un banale contesto di genere (molto simile a quanto prodotto ultimamente dai Cage dello stesso Peck), sul quale poi i nostri vanno sbizzarrendosi in quella che a tratti pare una gara a chi piglia la nota più improbabile. “Invaders Form The Sky” , “The Pit Shows No Mercy” o “Bullets For The Damned” sono a metà tra un’esibizione di potenza e una parodia dei Judas di “Painkiller”. I momenti più cadenzati, come “Wrath Of Asgard” o “Sonic Suicide” rientrano invece più nel concetto classico dell’heavy di maniera, ma, anche se non si può che ammirare l’abilità vocale dei protagonisti, ancora una volta ci troviamo ad ascoltare qualcosa che sa di troppo studiato e carente di vera ispirazione. Solo qualche canzone come la speed “Fly Or Die” e la lunga e drammatica “When The Last Screams Fade” hanno quel contenuto emozionale che fa scattare la sinapsi del vecchio metallaro inguaribile.

Mi rendo perfettamente conto che il metal si presta tradizionalmente ad esagerazioni da un lato o ad una conservazione totale dall’altro, ed è anche parte del suo bello, ma il tutto è spesso accompagnato da un “sentimento” che nel progetto in questione faccio fatica a ritrovare. Non si può sostenere che le canzoni siano mal pensate o scadenti, visto che gli elementi base del power metal filo-judas sono tutti più o meno presenti e chi ama certe sonorità, e soprattutto i citati Cage, potrò comunque goderne, ma da un’opera che vede coinvolti artisti di tale valore mi sarei aspettato qualche brivido in più. Invece “The Three Tremors” è un lavoro assolutamente nella norma, che rimane comunque al di sotto dei progetti in cui sono normalmente coinvolti i nostri “urlatori”.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Steel Cartel

Anno: 2019

Tracklist: 01. Invaders From The Sky 02. Bullets For The Damned 03. When The Last Scream Fades 04. Wrath Of Asgard 05. The Cause 06. King Of The Monsters 07. The Pit Shows No Mercy 08. Sonic Suicide 09. Fly Or Die 10. Lust Of The Blade 11. Speed To Burn 12. The Three Tremors (bonus track)

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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