Alghazanth – Recensione: The Three-Faced Pilgrim

Qualcosa sembra essersi inceppato, nell’ingranaggio musicale degli Alghazanth. Vero è che la band finlandese pascola beata i campi del black metal sinfonico più stereotipato da ben diciotto anni, eppure la discografia offre da sempre degli episodi assolutamente dignitosi, in forza di un songwriting affinato e la naturale capacità di comporre soluzioni melodiche avvincenti. “The Three-Faced Pilgrim”, invece, porta con sé un forte senso di stanca, l’album appare piuttosto ripetitivo e privo di reali highlights. Forse questa empasse è dovuta al recente cambio di line-up (Mikko Kotamäki degli Swallow The Sun non è più della partita, Thasmorg si è invece reinserito alla voce e al basso) e al dovuto periodo di rodaggio, ma non è nostro compito trovare dei capi d’accusa nelle scelte operative del gruppo. Ciò che purtroppo notiamo è come il nuovo album non decolli. La lunga suite iniziale “In Your Midnight Orchard”, lascia in realtà ben sperare grazie a melodie ficcanti e al largo ricorso a momenti sinfonici carichi di pathos, oltre che ai cori, ma in seguito si percepisce come queste soluzioni siano fin troppo abusate, rendendo l’ascolto gonfio e privo di mordente. Ovviamente non mancano le dovute competenze tecniche, ma l’album scorre senza provocare sussulti, minato dalla ripetitività delle sue strutture.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Inverse Records

Anno: 2013

Tracklist:

01.  In Your Midnight Orchard
02.  To The Pearl On High
03.  Promethean Permutation
04.  AdraMelekTaus
05.  As It Is Fated
06.  With Sickle, With Scythe


Sito Web: http://www.alghazanth.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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