Hypnosis – Recensione: The Synthetic Light of Hope

Quinto album per i francesi Hypnosis che, con “The Synthetic Light of Hope”, finalmente escono dai confini nazionali grazie alla olandese Dark Balance. L’album, già pubblicato nel 2008, viene qui ri-masterizzato, mantenendo però le stesse registrazioni della prima versione. Curioso come una band di questo valore non abbia ancora trovato un certo riconoscimento a livello internazionale, data la bontà della loro proposta. Death metal venato di industrial ed elettronica, spesso vicino agli esordi dei Daath. Il riffing è molto nevrotico, inserito in strutture non sempre assimilabili al primo ascolto che si mescolano alla perfezione con le tastiere e l’elettronica, producendo un atmosfera caotica e sintetica, plastificata, ma di certo non standardizzata. Ci sono anche delle clean vocals sparse nei brani, ma rendono la proposta ancora più malata, sicuramente non più leggera, che risulta accostabile addirittura a certi Aborym, seppur mantenendo una bella distanza in quanto a genere. La base comunque è un death metal sempre corposo, tecnico quanto basta e spesso ragionato. Onestamente la band non ha molto da invidiare a band come Strapping Young Lad (se non una buona dose di follia), Daath e compagnia industrial-death-elettronica. Le canzoni mantengono tutte una loro dignità senza passare per semplici riempitivi, cosa sempre più rara nelle uscite death. Un buona sorpresa per chi ancora non abbia affrontato gli Hypnosis ed il loro sound malato. Consigliati.

Voto recensore
7
Etichetta: Dark Balance / Andromeda

Anno: 2009

Tracklist: 01. Blood Tears
02. The day We Failed
03. Into Trouble Waters
04. The Synthetic Light of Hope
05. Wasted Land
06. An Ordinary Day
07. My Deepest Solitude
08. Dead is the Sun
09. Kill Me When I Dream

Sito Web: http://www.myspace.com/hypnosismetal

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