The Stone Garden – Recensione: Black Magic

Hard rock tradizionale muscolare, diretto e robusto quello proposto dai bergamaschi The Stone Garden, imperniato sulle ruvide chitarre di Carlo Lancini e Marco Mazzucotelli. La band è nata ufficialmente nel 2015, ma i membri hanno accumulato una pluriennale esperienza sul palco, aprendo anche per nomi importanti del panorama internazionale: la cosa si sente, e si traduce, anche su “Black Magic”, in un approccio sicuro alla materia hard blues, un sound che affonda le radici nei mostri sacri del genere (Led Zeppelin su tutti) e che nella reinterpretazione degli Stone Garden rivive vigoroso, forte anche del cantato aggressivo e passionale di Claudio Brolis.

Gli highlight sono rappresentati dalla cadenzata “Mother’s Prayer”, dalla frizzante “Hold On” e da “Rock Damnation”, che in alcuni passaggi sembra quasi virare verso lo stoner, ma il vero punto forte è aver saputo concentrato energie e idee in una scaletta di mezz’ora, con una proposta musicale che forse non sarà particolarmente originale ma è genuina e arriva dritto allo stomaco.

Missione compiuta, quindi, e la sensazione che sia dal vivo – sperando che presto si possa ricominciare a suonare – per il sound che propongono e per l’approccio che li caratterizza gli Stone Garden possano avere un impatto ancor maggiore del pur buono risultato in studio.

Etichetta: Outbreak Arts

Anno: 2019

Tracklist: 01. Black Magic 02. Shout and Roll 03. What I've Got to Give 04. Mother's Prayer 05. Hold On 06. Better Than You 07. By My Side 08. Rock Damnation 09. I Should Believe in You
Sito Web: https://www.thestonegarden.net/

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