Arena – Recensione: The Seventh Degree Of Separation

Alla maniera di altri gruppi dello stesso lignaggio, tipo Pendragon e Pallas, gli Arena tornano dopo una lunga pausa discografica (mancano sugli scaffali dal 2005) con un “The Seventh Degree Of Separation” dal taglio al contempo moderno e classico.

La voce del “nuovo” Paul Manzi (ex Oliver Wakeman Band) già dall’iniziale “The Great Escape” presenta una marcata impostazione “dickinsoniana” mentre, nonostante un sound a tratti robusto, la chitarra sembra essere delegata ad un ruolo di comprimario rispetto alle dominanti tastiere di Clive Nolan; “One Last Au Revoir” presenta comunque una band decisamente in palla anche se gli inglesi non verranno probabilmente mai annoverati tra i capofila della corrente prog rock albionica (nonostante la presenza di musicisti visti in band di notevole importanza). Trascinante anche se troppo poco sviluppata “Echoes Of The Fall” mentre il sottovalutato John Mitchell si rifà nelle ultime tracce dell’album con parti soliste che traggono ispirazione direttamente dalle sue esperienze con Frost* e It Bites.

Un lavoro neo prog al passo coi tempi da consigliare a tutti i cultori del rock più raffinato ed avvolgente.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Verglas

Anno: 2011

Tracklist:

01. The Great Escape

02. Rapture

03. One Last Au Revoir

04. The Ghost Walks

05. Thief Of Souls

06. Close Your Eyes

07. Echoes Of The Fall

08. Bed Of Nails

09.What If

10. Trebuchet

11. Burning Down

12. Catching The Bullet

13. The Tinder Box


Sito Web: http://www.verglas.com/arenaworld/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. luci di ferro

    bella rece…, come piacciono a me io ho degli arena ”the visitor” capolavoro assoluto – mai soldi furono spesi cosi bene.

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