Nahemah – Recensione: The Second Philosophy

Gli spagnoli Nahemah giungono al secondo lavoro, e ci presentano un death metal melodico piuttosto vario per atmosfere ed influenze, venato a tratti di tinte progressive, nel senso che vengono ricercate aperture melodiche e atmosfere variegate, mentre la musica scorre lineare senza complicatezze strutturali.

In generale la trama cambia molto spesso, passando da esplosioni violente (soprattutto appunto nel growl) a rallentamenti ambient con voce sussurrata, con numerose parti melodiche e dilatate.

Il giro spaziale delle tastiere di ‘Nothing’ ad esempio è piuttosto valido nel suo affiancare il cantato growl e le melodie chitarristiche, e i frequenti cambi di atmosfera di questo brano lo portano ad essere quasi un punto di incontro tra death melodico svedese e i Chroma Key; in ‘Labyrinthine Straight Ways’ invec si fa evidente la vena progressiva, con duetti melodici che richiamano i Van Der Graaf Generator. Altre escursioni nelle melodie troppo facili, quasi wave, risultano meno azzeccate e un po’ melense, come il finale di ‘Like A Butterfly In A Storm’, mentre i brani rarefatti come ‘Subterranean Airports’ richiamano addirittura il post-rock dei Mogwai.

Un gruppo insomma che già al secondo disco rivela una buona maturità facendo uscire un prodotto professionale in tutti i sensi (anche a livello di produzione, forse un po’ troppo asettica per il genere ma comunque di buona qualità), ricco di trovate, di spunti e di fantasia, vario, personale e denso senza per questo risultare ostico. Bravi.

Voto recensore
7
Etichetta: LifeForce/Andromeda

Anno: 2007

Tracklist: 01. Siamese
02. Killing My Architect
03. Nothing
04. Like A Butterfly In A Storm
05. Change
06. Labyrinthine Straight Ways
07. Subterranean Airports
08. Phoenix
09. Today Sunshine Ain't The Same
10. Speech, The

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login