Sacrifice Poles – Recensione: The Sacrifice Poles

I Sacrifice Poles sono i Cave In, senza aggiunte o sottrazioni di sorta, e questo disco e un’emanazione in (estremamente) bassa fedeltà delle sessioni di registrazione di ‘Jupiter’. L’ispirazione svelata è quella dei Pink Floyd di ‘Live At Pompeii’, ma la forma si allontana da essi spesso e volentieri, incrociando parti già ascoltate nel “disco-madre” con divagazioni psichedeliche più scure ed involute, paradossalmente rese più ricche dalla registrazione su quattro tracce: gli errori, le imprecisioni e l’assenza di produzione emanano un calore viscerale che ci porta più vicino al momento creativo del gruppo. Godibile per chi non conosce i Cave In, in quanto ottimo esempio di psichedelia no-fi, e piacevolmente utile a chi ha ascoltato e magari amato ‘Jupiter’, il progetto Sacrifice Poles è una delle uscite più bizzarre e originali degli ultimi mesi: supera il concetto di out-takes e atterra nel campo aperto del rock strumentale “espanso”. L’ennesima sfida coraggiosa, in sostanza.

Voto recensore
7
Etichetta: Robodog

Anno: 2001

Tracklist: Guitarmegeddon
God Is On The Telephone
Silence (Omitted)
Chewable Robots
Chow Foon The Moon
Audio Warfare
Upsetting Dream
Neon Glow
Feline Macabre
Brain Candle Waltz
Head Extensions
Low Rumble Waltz
Dead City Sunbeam

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