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The Ruins Of Beverast – Recensione: Exuvia

Ritorna Alexander Von Meilenwald col suo progetto The Ruins Of Beverast e col nuovo “Exuvia”, pubblicato da Ván Records e anticipato l’anno scorso dall’EP “Takitum Tootem!”: sei pezzi che vanno dai sette ai quindici minuti abbondanti, in grado di ipnotizzare ed essere strumento di catarsi per ogni ascoltatore che si avvicina all’opera.

C’è da dire che rispetto all’ultima prova in studio già citata si prende una direzione diversa, riuscendo a creare una commistione praticamente perfetta fra black metal, doom funereo e una parte darkeggiante che si esplicita nelle vocals ieratiche che a volte fanno vibrare le corde più intime e in chitarre liquide tipiche del genere. La partenza con la title-track, brano più articolato e lungo di questo “Exuvia” riesce ad ammaliare subito con una litania che si accompagna a tetre note sospese e man mano che sale la sezione ritmica si introduce una voce femminile salmodiante, ipnotica: ci sono striature melodiche accompagnate a parti quasi post-rock, rallentamenti doom, parti squisitamente chitarristiche e svisate tribali che conducono verso un finale rarefatto, riuscendo a concentrare in poco più di quindici minuti un microcosmo ricco di spunti interessanti e suggestioni particolari.

Chitarre glaciali in “Surtur Barbaar Maritime”, funerea fino a quando parte una doppia cassa che anticipa un momento solenne prima di tuffarsi in un black metal più canonico ed oltranzista: la bellezza dei The Ruins Of Beverast alle prese con queste composizioni è che non si riesce a prevedere dove vanno a parare, costruendo un suono a strati complementari che è stupefacente fra armamentario classico del genere, campionamenti, strumenti più particolari con la creatività a fare da collante. Un continuum che si sviluppa nei brani successivi, chiudendo con il brano già pubblicato in precedenza “Takitum Tootem! (Trance)”, qui riproposto in maniera diversa, più completa rispetto a quella già conosciuta: “Maere (On A Stillbirth’s Tomb)”, “The Pythia’s Pale Wolves” e “Towards Malakia” vanno a comporre oltre ai pezzi già citati questo “Exuvia”, proponendolo come un lavoro articolato che non vive di parti complicate da un punto di vista strumentale ma riesce ad affascinare con la costruzione di suono varia e in grado di spaziare in maniera disinvolta fra generi diversi legati dalla ricerca di creare un enorme creatura vivente ed organica, superiore ed autonoma.

Un lavoro assolutamente da ascoltare ed apprezzare, ogni volta di più man mano che si scoprono piccoli nuovi particolari che magicamente si notano, quasi a svelare mondi nuovi dietro ogni singola nota.

Voto recensore
8
Etichetta: Ván Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Exuvia 02. Surtur Barbaar Maritime 03. Maere (On A Stillbirth’s Tomb) 04. The Pythia’s Pale Wolves 05. Towards Malakia 06. Takitum Tootem! (Trance)
Sito Web: https://www.facebook.com/The-Ruins-Of-Beverast-116265971848680/

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