Arch Enemy – Recensione: The Root of All Evil

In quanti odiano gli Arch Enemy? Tanti? Io no, mi dispiace, tanto da essere molto fiducioso per questa ultima uscita. I remake di brani passati mi hanno sempre attirato anche se solo una piccola percentuale lascia veramente soddisfatti. Considerando però le ultime ottime prove in studio e live, “The Root of All Evil” sarebbe potuto essere una bella sorpresa.

L’album in questione ci presenta in veste aggiornata e risuonata i migliori brani dei primi 3 album della band, nello specifico “Black Heart“, “Stigmata” e “Burning Bridges“, che originariamente presentavano come cantante Johan Liiva, ora in forza agli Hearse. Si capisce dunque che la principale “novità” è la voce dell’attuale vocalist Angela Gossow, spessa massacrata dal pubblico, forse più per una bella dose di maschilismo e pregiudizio che per la qualità delle sue performance. E’ però da subito evidente ad un primo ascolto che l’impegno profuso nella ri-registrazione dei brani non è andato sopra il minimo indispensabile: i brani suonano troppo uguali agli originali, forse con qualche linea di basso rimaneggiata ma senza minimamente intaccare e stravolgere le partiture originali. Ed è un peccato considerando che un chitarrista geniale come Michael Amott, se avesse voluto, avrebbe potuto attualizzare i i 12 brani di “The root of All Evil” con trovate interessanti ed inusuali. Purtroppo gli Arch Enemy si sono attenuti al copione e ci consegnano un lavoro sostanzialmente inutile.

Un lavoro inutile che però presenta dei brani comunque grandiosi senza aggiungere niente di più a ciò che già potevamo ascoltare nell’ultimo live pubblicato l’anno scorso, dove sono presenti molti dei brani di questa tracklist. La sensazione è quella di un semplice best of aggiornato all’anno 2009 che potrebbe avere l’unica utilità di far conoscere i vecchi brani della band alle nuove leve del metal. Meglio pensare al prossimo vero full-lenght e lasciare da parte questo mezzo passo falso.

Etichetta: Century Media / EMI

Anno: 2009

Tracklist:

01. The Root of All Evil (Intro)

02. Beast of Man

03. The Immortal

04. Diva Satanica

05. Demonic Science

06. Bury Me An Angel

07. Dead Inside

08. Dark Insanity

09. Pilgrim

10. Demoniality

11. Transmigration Macabre

12. Silverwing

13. Bridge of Destiny


Sito Web: http://www.myspace.com/archenemy

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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