Red Harvest – Recensione: The Red Line Archives

"Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa rubato e qualcosa di freddo”."Con queste promesse i Red Harvest tornano a pubblicare un disco e, dopo il modesto ‘A Greater Darkness’, scelgono la strada del classico, del mix, e del re-mix. Con risultati ovviamente altalenanti. Accanto alle canzoni riproposte nella loro versione originale, se ne accompagnano altre rimixate per l’occasione. In questo caso, diversamente da quanto successo ad esempio con ‘Remanufacture’ dei Fear Factory, i nostri norvegesi sono andate a raccogliere registrazioni datate fino al 1996, per costruire un prodotto per forza di cose disomogeneo.

Se infatti i brani originali, tratti per la maggior parte da quell’Internal Punishment Programs che seguì l’ottimo e pluriacclamato ‘Sick Transit Gloria Mundi’, confermano la loro solidità e validità, i remix lasciano alquanto a desiderare, sembrando frutto più di un amore passeggero e poco sentito verso le sonorita’ industriale, piuttosto che una passione che sembra animare gli ultimi lavori in studio della band norvegese.

Consigliato ai completisti, altrimenti ci sono sul mercato molti altri modi, migliori, di spendere i propri soldi.

Voto recensore
5
Etichetta: Indie Recordings / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01. Move Or Be Moved (Full Version Mix 2008)
02. Dead (Sick Transit Gloria Mundi - 2002 :: ReFactor 2008)
03. Last Call (Cold Dark Matter - 2000)
04. Abstract Moral - Junction Mix (Internal Punishment Programs - 2004, Remix 2008)
05. Synthesize My DNA (Internal Punishment Programs - 2004)
06. Bleed (1996/2008)
07. 4418 (Internal Punishment Programs - 2004)
08. Desolation (Sick Transit Gloria Mundi - 2002)
09. Technocrate (Dunkelheit Version 2008 Mix)
10. Cyborg Era / Dead End (Remix 2008)
11. The Central Sun - Part 1 (1996)

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