Header Unit

The Quireboys – Recensione: White Trash Blues

Dopo il set blues al festival inglese Ramblin’ Man Fair, i Quireboys hanno deciso di riservare il loro personalissimo trattamento a pezzi di Muddy Waters, John Lee Hooker, Chuck Berry e Billy Boy Arnold: questa, molto semplicemente, la genesi del nuovo lavoro in studio della band inglese, nato e realizzato in maniera del tutto spontanea e con risultati di grande livello e coinvolgimento.

Si tratta di un blues, infatti, ma non nell’accezione più classica: i pezzi non sono eseguiti pari pari, al contrario il sound è sgangherato e carico di passione, come ogni release firmata da Spike e compagni. Ne esce una collezione di interpretazioni all’insegna del divertimento e dell’allegria, fin dall’opener “Cross Eyed Cat” con la sua fisarmonica impazzita. La scatenata “I Wish You Would”, uno Spike particolarmente ispirato e istrione se possibile ancora più del solito, le divertenti riletture di “Take Out Some Insurance” e “Shame Shame Shame” assieme alla più leggera “I’m A King Bee”, l’andatura sinuosa e intrigante di “Help Me” grazie ad un grande Keith Weir – vero ed inatteso protagonista di “White Trash Blues” – alle tastiere, la classicissima “I’m Your Hoochie Coochie Man”: questi i momenti migliori di un album in cui è palpabile l’entusiasmo di chi lo ha registrato ed ha potuto così rituffarsi in quelle atmosfere da cui tutto è nato, annebbiandole nel fumo e innaffiandole con l’alcool.

Nel finale arriva potente l’eco degli Stones, merito ancora una volta di Spike ma pure della chitarra di Guy Griffin, che incendia “Little Queenie”, ultimo tassello di un lavoro gustoso e perfettamente riuscito.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Off Yer Rocka Recordings

Anno: 2017

Tracklist: 01. Cross Eyed Cat 02. Boom Boom 03. I Wish You Would 04. Take Out Some Insurance 05. Going Down 06. Help Me 07. Shame Shame Shame 08. I'm Your Hoochie Coochie Man 09. Leaving Trunk 10. I'm a King Bee 11. Walking The Dog 12. Little Queenie
Sito Web: https://www.quireboys.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login