The Pineapple Thief – Recensione: Versions Of The truth

La transizione è completa!

Ci stiamo riferendo al graduale inserimento che ha portato Gavin Harrison da ospite (“Your Wilderness”), a membro ufficiale (“Dissolution”) dei The Pineapple Thief con tanto di susseguente tour mondiale, nonché ormai partner di Bruce Soord anche in fase di composizione, arrangiamento e produzione.

Il lockdown dei mesi scorsi ha accelerato il completamento di questo nuovo “Versions Of The Truth”, anche perché come al solito si tratta di una lavoro curato “in casa” in tutti i suoi particolari. Concettualmente l’idea di avere diverse versioni della verità si applica specialmente al mondo in cui viviamo in questo momento; tutte le cose che stanno accadendo, dove nessuno ha idea di quale sia la “vera verità” di qualcosa perché tutto è così distorto è una perfetta fotografia della società attuale.

La title track inizia soffusa tra elettronica ed un’ipnotica marimba prima di aprirsi ad un’accelerazione tipica degli ultimi Pineapple Thief anche se le atmosfere e i suoni dell’album son più cupi se paragonati alla produzione recente (“Break It All”) e non lontane dagli ultimi Porcupine Tree di “The Incident”.

Nella parte centrale le melodie di Soord si fanno più “speranzose”, in pezzi come “Driving Like Maniacs” e “Leave Me Be” le melodie si fanno più ariose anche se la malinconia non abbandona mai le creazioni degli inglesi che in frammenti di breve durata riescono sempre a suonare intensi e concisi.

Con “Our Mire” si torna ad un rock più energico, con un Harrison sugli scudi grazie ad un lavoro sui piatti e sui tom da manuale! Perfetti anche i contrappunti di tastiera di Steve Kitch e un assolo di chitarra noise che esula completamente dall’atmosfera del pezzo.

Quello che ne emerge è senz’altro uno dei migliori album dei The Pineapple Thief, prendendo gli spunti creativi e commerciali dei loro ultimi due lavori esaltandoli pur in una cupezza nuova; musicalmente audace e liricamente stimolante, questo è il suono di una band determinata a spingersi in avanti nonostante non sposti di una virgola la propria proposta appetibile dal fan dei Coldplay fino ad arrivare al nerd devoto al progressive metal (e tutto quello che si trova in mezzo).

A trovare il pelo nell’uovo questo lavoro è un po’ troppo accostabile all’ultimo solista di Soord e suona un po’ meno album “da gruppo”… però la classe è immutata come dimostrano anche live (non perdeteveli nel prossimo tour rischedulato nell’autunno 2021).

Etichetta: Kscope

Anno: 2020

Tracklist: 01. Versions Of The Truth 02. Break It All 03. Demons 04. Driving Like Maniacs 05. Leave Me Be 06. Too Many Voices 07. Our Mire 08. Out Of Line 09. Stop Making Sense 10. The Game
Sito Web: https://www.pineapplethief.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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