The Pariah, The Parrot, The Delusion

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The Pariah, The Parrot, The Delusion

Dredg

Track Listing

01. Pariah
02. Drunk Slide
03. Ireland
04. Stamp Of Origin - Pessimistic
05. Lightswitch
06. Gathering Pebbles
07. Information
08. Stamp Of Origin – Ocean Meets Bay
09. Saviour
10. R U O K
11. I Don’t Know
12. Mourning This Morning
13. Stamp Of Origin – Take A Look Around
14. Long Days and Vague Clues
15. Cartoon Showroom
16. Quotes
17. Down To The Cellar

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Avevamo dedicato molte parole per descrivere adeguatamente quel “Catch Without Arms” terzo lavoro dei Dredg che aveva aperto loro la strada ad un contatto più agevole con il mainstream ( e per molti fan della prima ora sorta di tradimento delle loro origini più indie) che manteneva comunque un’oggettiva valenza artistica che ha sempre elevato i nostri sopra la media all’interno del genere alternativo più ricercato; “The Pariah, The Parrot, The Delusion” non fa altro che confermare quanto gli intenti del quartetto siano cambiati rispetto a “Leitmotif” del 1998 e come prosegua la deriva verso quello che oggi è a tutti gli effetti un pop rock evoluto.

Nonostante facciano la loro abituale ricomparsa gli intermezzi tipici della band della Bay Area, qui denominati “Stamp Of Origin” è innegabile come alcuni titoli, ad esempio “Ireland”, “Information” (non dissimile agli U2 più rock), “I Don’t Know” “Mourning This Morning” (avete presente i Maroon 5?) siano palesemente di matrice pop pur essendo eseguiti magistralmente da una sezione ritmica groovy, dal bel lavoro suddiviso in più strati della chitarra e dalla solita voce espressiva di Gavin Hayes. Come sempre la musica dei Dredg sembra perdere contatto con la dimensione temporale, centrifugando ingredienti presi da ogni dove: Incubus, Smashing Pumpkins, Foo Fighters e reinventandoli in una alternative fusion davvero unica ed originale ma ormai lontana da ciò che possiamo considerare metal. Riteniamo che, più che in occasione dell’uscita dei tre album precedenti, “The Pariah, The Parrot, The Delusion” dividerà pubblico e critica tra chi eleverà la band a top dell’originalità nel settore alternative e chi li abbandonerà definitivamente a causa dell’alleggerimento stilistico. Noi, pur riconoscendo al CD alti e bassi, rimaniamo neutrali, anche a livello di votazione, apprezzando principalmente il coraggio di un gruppetto di ragazzi che se ne “strafrega” di ogni trend o moda e manteniamo l’ammirazione verso la messa in opera di una ricerca quasi filosofica (a livello di liriche e arrangiamenti) della materia rock.

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