The Outlaws – Recensione: Legacy Live

I The Outlaws sono una di quelle band storiche, ben ancorate ad un genere classico, in questo caso il southern rock, che dalle nostre parti godono più che altro di un piccolo seguito di appassionati e che vengono identificati con le loro uscite più datate. Come spesso capita invece, anche la band in questione gode di una carriera che trascende lavori comunque fondamentale per il genere come l’omonimo, “Lady In Waiting” o “Hurry Sundown” e che, pur tra cambi di line-up, morti improvvise, cause legali… insomma i soliti problemi comuni a molte southern band, si protrae tra alti (pochi) e bassi da oltre quarant’anni.

In questo senso “Legacy Live” sa allo stesso tempo di uscita celebrativa e di desiderio di rilancio, almeno per ciò che riguarda un mercato europeo che spesso si è rivelato ricettivo verso band appartenenti ad una certa scuola, come Molly Hatchet o Lynyrd Skynyrd. La band si è infatti compattato attorno a due fondatori come Henry Paul e Monte Yoho, raggiunti da esperti esponenti della scena che comunque suonato nel gruppo o gravitato nel corso degli anni attorno alla band. Il tutto con lo scopo non celato di ridare vita alle focose esibizione dal vivo di un gruppo che per la sua carica live è passato alla storia.

Quale miglior via per raggiungere tale scopo se non quella di presentarsi con un disco dal vivo? Ed appunto “Legacy Live” ci propone una band che molto pesca dal repertorio classico dei tre dischi sopra citati, come la affascinante “Hurry Sundown”, la brillante e romantica “There Goes Another Love Song”, la country-oriented “Knoxville Girl”, oppure la ritmata “South Carolina” e la classicissima southern-suite “Green Grass And High Tide Forever”. Qualcosa invece arriva dagli altri album della carriera, come il bel western di “(Ghost) Riders In The Sky” o la ballata “Cold Harbor” dal sottovalutato “Soldiers Of Fortune”

Il tutto suonato con il piglio e l’energia di chi davvero ci crede ancora. Non siamo quindi davanti ad un bluff o ad una trovata commerciale, quanto più ad un vero sentimento di rinascita che punta a portare avanti quanto rappresentato dal gruppo nel corso di tutti questi anni. Anche questo tipico di un certo mondo e di un certo modo di intendere la musica.

Se siete amanti della tradizione southern e country, oppure se solo avete tra le vostre preferenze la band in questione, di certo un disco come “Legacy Live” non sarà una delusione. Buon ascolto!

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Voto recensore
S.V.
Etichetta: Steamhammer Records

Anno: 2016

Tracklist: CD 1 01. Intro 02. There Goes Another Love Song 03. Hurry Sundown 04. Hidin' Out In Tennessee 05. Freeborn Man 06. Born To Be Bad 07. Song In The Breeze 08. Girl From Ohio 09. Holiday 10. Gunsmoke 11. Grey Ghost CD 2 01. South Carolina 02. So Long 03. Prisoner 04. Cold Harbor 05. Trail Of Tears 06. It's About Pride 07. Waterhole 08. Knoxville Girl 09. Green Grass & High Tides Forever 10. (Ghost) Riders In The Sky

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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