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The Other – Recensione: Casket Case

Ed ecco una nostra vecchia conoscenza, i tedeschi The Other, tornare in scena con il nuovo studio album “Casket Case”. Forieri di uno stile a cavallo tra punk, rock e immaginario gotico che vede ancora nei Misfits i suoi massimi esponenti, il five-piece di Colonia si fa apprezzare in primis per le performance dal vivo teatrali e un po’ grottesche, pur avendo sfornato una serie di album assolutamente in serie ma tutto sommato divertenti.

Il nuovo lavoro non fa certo eccezione, “Casket Case” è il tipico bignami del genere che riunisce suggestioni horror e da B-movie con quel tipico stile spensierato e godereccio da party di Halloween. Possiamo soltanto segnalare come il nuovo platter sembri più influenzato da un certo modo di intendere l’hard rock, per quanto le regole del punk, come la velocità di esecuzione o la semplicità delle canzoni, non vengano meno. Anche una vena pop traspare da questo contenitore di storie noir che alla fine, tra procaci damigelle che faranno perdere la testa (in senso letterale) al proprio amante e licantropi dall’appetito sessuale insaziabile, un sorriso ce lo strappano pure.

Scordatevi pure un’oncia di originalità, le canzoni sono in genere guidate dalla melodia tessuta della chitarra e fanno salire sugli scudi il crooning sornione del bravo Rod Usher. L’accoppiata iniziale “A Party At Crystal Lake” e “She’s A Ghost”, mostrano subito come la band rinunci ad ogni pretesa artistica e voglia soltanto intrattenere, grazie a dei ritmi vivaci e a un refrain indovinato. A ben vedere i nostri non faranno altro per tutta la durata dell’album, inserendo giusto un paio di doverosi lentoni e un traccia acustica a fine ascolto (“What’s Like To Be A Monster”).

Pezzi come “Dead.And.Gone”, “Little Black Riding Hood” o ancora “The Horror Of It All”, non graffiano più di un gattino ma nella loro ruffianeria riescono a intrattenere quanto basta. Esattamente ciò che vogliono i nostri The Other, che ancora una volta saranno osannati dai propri fans.

Voto recensore
6
Etichetta: Drakkar Entertainment

Anno: 2017

Tracklist: 01. A Party At Crystal Lake 02. She's A Ghost 03. Counting The Flies 04. Dead.And.Gone 05. Morgen Ohne Grauen 06. Faith And The Fallen 07. Till Death Do Us Part 08. Little Black Riding Hood 09. Not My Usual Self 10. A Heart Is Mysterious 11. End Of Days 12. The Horror Of It All 13. X-Ray Eyes 14. Pray For Your Soul 15. Werewolf Of Bedburg 16. What It's Like to Be A Monster
Sito Web: https://theother.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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