The Oklahoma Kid – Recensione: Solarray

Prendete i Bring Me The Horizon, gli Architects e i While She Sleeps, mescolateli insieme e il risultato saranno i The Oklahoma Kid. Per chi di voi non lo sapesse, la band non proviene dall’omonimo Stato e neppure dall’America. Infatti, sono originari della Germania, ma a livello musicale si ispirano chiaramente agli artisti metalcore inglesi. Nonostante siano in attività da ben sette anni, “Solarray” è ufficialmente l’album di debutto della loro carriera. Forse la poca esperienza è il motivo per cui ogni traccia ricorda un’altra band. Ad esempio, “Oasis” non vi fa pensare a “House of Wolves” dei Bring Me The Horizon? A me sì, con qualche reminescenza djent che ritroviamo anche nell’omonima traccia. Oppure “High Stakes” e “Trailsign” non sembrano tratte da un album dei While She Sleeps? Infine, “Shaking off the Disease” e “Feed Me Fear” potrebbero benissimo essere un tributo a £All Our Gods Have Abandoned Us” degli Architects.

Insomma, potremmo continuare a trovare molteplici parallelismi, anche per quanto riguarda “Balaclava” e “Monster”, e smascherare la mancanza di personalità della band. Uno spiraglio di novità si intravede in “Doppelganger” che, assieme a “Trailsign”, è la più lunga del lotto. Ben sette minuti in cui i The Oklahoma Kid esplorano territori diversi e a tratti abbandonano il growl e l’aggressività. E’ una piccola oasi di pace all’interno dell’album, che ritroviamo anche nella strumentale “Dreambender II”. E’ particolare la scelta di voler includere una traccia del genere, che, nonostante ricordi vagamente la chitarra melodica di “Plini”, sembra non c’entrare molto con il resto dell’album. Forse il mondo della musica non ha necessariamente bisogno di “Solarray”. Certo, è un buon lavoro ed è ben prodotto, la maggior parte delle tracce sono energiche e coinvolgenti. C’è, però, un problema: come abbiamo detto prima, manca davvero di personalità. Forse l’obiettivo dei The Oklahoma Kid era quello di espandere la fanbase e ottenere maggiori consensi. Non posso dire che l’album non mi piaccia, ma forse il mio apprezzamento deriva proprio dal fatto che mi ricorda alcune delle mie band preferite. I The Oklahoma Kid hanno ancora bisogno di crescere di e di trovare la propria strada. Ma, una volta trovata, avranno tutte le carte in regola per smuovere il panorama metalcore.

Etichetta: Arising Empire Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Oasis 02. High Stakes 03. Shaking off the Disease 04. Feed Me Fear 05. Doubles 06. Balaclava 07. Solar Ray 08. Heartdown 09. Monster 10. Dreambender II 11. Trailsign

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