The Offering – Recensione: Home

Dopo un EP che aveva messo molto bene in chiaro le cose in termini di potenzialità e qualità, ecco finalmente giungere all’esordio questo interessante combo di metal di base classica ma con un sacco di propulsione tipica del power thrash americano.

“Waste Away” ci fa capire quanto nella scena odierna manchi una band come i Nevermore; i The Offering aggiungono ad una base riconducibile proprio al gruppo di Seattle, degli stacchi effettati tipici di band più moderniste come Destrage o l’ultima incarnazione degli Strapping Young Lad e un approccio vocale declamatorio e teatrale non tanto riconducibile al grande Warrel Dane ma più ai classici screamer metal. Notevoli inoltre le partiture di chitarra di Nishad George, perfette sia nelle porzioni ritmiche che nei lick solisti… insomma un “pezzone”.

In “Lovesick” i nostri fanno capire a tutte le giovani leve del thrash odierno (tanto in auge quanto derivativo) come sia possibile ed auspicabile una maggiore commistione di generi; non hanno paura di osare questi ragazzi di Boston, tanto che pezzi come “Ultraviolence” o “Failure (S.O.S.)” scivolano senza problemi in territorio Slipknot per alcuni momenti, mescolando a dovere old e nu metal.

L’album ha un taglio ancor più oscuro dell’EP omonimo, la band è chiaramente evoluta in termini tecnici e di personalità, ora non ha paura di osare e infatti va a recuperare ad esempio qualcosa dal metal orrorifico (“A Dance With Diana”); la cosa bella però è che non viene mai perso di vista l’aspetto melodico nonostante una vera colata di acciaio come tanto ci piace (vi sfido a star fermi in poltrona all’ascolto di “Hysteria”).

Il cantante Alexander Richichi è un valore aggiunto al pacchetto The Offering perché con la varietà degli stili che riesce ad affrontare grazie ad una duttilità naturale davvero invidiabile, “colora” a dovere passaggi già musicalmente ricercati fino alla chiusura col botto della title track, pezzo di 14 min. particolarmente strutturato che però necessità di molti più ascolti rispetto alle altre tracce.

Registrato ai mitici Carriage Studios dove due tra le maggiori influenze dei The Offering hanno lavorato in passato (Pantera e Deftones) non possiamo ignorare il tocco dato da Fredrik Nordström nel suo arcinoto Studio Fredman in fase di mixing e mastering… davvero la chicca finale che ci voleva per uno degli album più interessanti sentiti quest’anno… alla faccia di chi ha proclamato “morto” il metal a più riprese.

 

Etichetta: Century Media

Anno: 2019

Tracklist: 01. Waste Away 02. Lovesick 03. Ultraviolence 04. A Dance With Diana 05. Failure (S.O.S.) 06. Hysteria 07. Glory 08. Home
Sito Web: https://www.facebook.com/theofferingmusic/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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