Vile – Recensione: The New Age Of Chaos

Una band come i Vile rappresenta un buon esempio di cosa significhi cercare di evolversi in campo death metal. Dopo gli inizi fin troppo standardizzati i nostri hanno infatti cercato di dare uno smalto più attuale alle loro composizioni e il risultato (già visibile in parte con il precedente ‘Depopulate’) è uno stile abbastanza personale che poggia su una solida base chitarristica di derivazione thrash in cui riff e assoli puntano nella direzione della modernità senza distaccarsi più di tanto dalla struttura classica del genere. Permangono infatti molti cliché, come le vocals gutturali, l’atmosfera paurosamente cupa e le ritmiche sparate a mille, ma almeno si evita di scadere nel deja-vu più assoluto, soprattutto grazie alla buonissima preparazione tecnica della band che si eleva di qualche gradino dalla media. Lascia un po’ meno soddisfatti l’eccessiva similitudine tra le singole song, tutte composte da parti veloci miscelate a rallentamenti carichi di groove che si aprono repentinamente verso assoli spesso a metà tra lo stile dei Messhuggah e la scuola classica di Death e Morbid Angel. Un’omogeneità che potrebbe non preoccupare i fan del genere, ma rappresenta sicuramente una barriera verso quell’ulteriore passo avanti che potrebbe portare la band tra le prime schiere. Comunque bravi.

Voto recensore
6
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Devour
02. Deafening Silence
03. The New Age Of Chaos
04. Suicide Warfare
05. Sentenced To Live
06. The Burning Shrines
07. Ritual Decapitation
08. World Hunt
09. Forlorn

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