The Mute Gods – Recensione: Atheists And Believers

È sempre interessante il messaggio lirico portato avanti da Nick Beggs coi suoi The Mute Gods e questa volta si concentra sullo stato del nostro pianeta e di quanto il populismo estremizzato possa rovinare la democrazia… come se la verità non fosse più di moda e fosse diventato normale dar retta al primo stupido che passa piuttosto che dar credito a gente istruita, esperta ed informata.

La title track ha un basso sempre in primo piano ed è un pezzo che ricorda i Rush di fine anni ‘80 però senza il nerbo sufficiente e con le tastiere di Roger King troppo poco invadenti. Abbiamo citato i Professori canadesi è proprio in “One Day” si materializza la partecipazione di Alex Lifeson, unica nota di colore in un pezzo oggettivamente blando.

Il fatto che “Atheists And Believers” sia il terzo album nel giro di quattro anni non depone a favore del progetto di Beggs qualitativamente parlando; in “Knucklehed” il protagonista è King con il suo gioco di suoni di tastiera ed è un peccato che lo storico braccio destro di Steve Hackett non abbia sperimentato maggiormente sulle tonalità del suo strumento.

Finalmente la strumentale “Sonic Boom” accelera il ritmo grazie a un gran lavoro di un altro guest, Craig Blundell alla batteria, trasportandoci in zona Porcupine Tree epoca “Signify” mentre un altro pezzo più che sufficiente è “Twisted World Godless Universe”.

Giudichiamo a conti fatti questo terzo lavoro dei The Mute Gods come il loro meno accattivante, formato da soluzioni ormai note per l’ascoltatore con qualche punto d’interesse solo nel rimando ad alcune dissonanze di scuola Van Der Graaf Generator e King Crimson ma poco più.

Voto recensore
6
Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2019

Tracklist: 01. Atheists And Believers 02. One Day 03. Knucklehed 04. Envy The Dead 05. Sonic Boom 06. Old Men 07. The House Where Love Once Lived 08. Iridium Heart 09. Twisted World Godless Universe 10. I Think Of You
Sito Web: http://themutegods.com/

alberto.capettini

view all posts

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login