Chris Robinson Brotherhood – Recensione: The Magic Door

Libero e più rilassato che mai, Chris Robinson prosegue il suo viaggio nei territori assolati e colorati a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Prodotto, come il precedente “Big Moon Ritual” (del resto uscito soltanto tre mesi fa), ai Sunset Sound di Los Angeles da Thom Monahan, anche “The Magic Door” è un manifesto di quella voglia di lasciarsi andare ed improvvisare, che prende significativamente inizio (lo si capisce dal titolo) dalla rilettura caracollante di “Let’s Go, Let’s Go, Let’s Go” di Hank Ballard, subito a metterci dell’umore giusto.
Questo pezzo ed il successivo hanno il ritmo di un treno a vapore che attraversa la sterminata provincia americana, in un viaggio deliziosamente retro. “Sit down and relax”, sembra dire Chris Robinson assieme alla sua confraternita, composta  da Neal Casal (chitarra), Adam MacDougall (tastiere), George Sluppick (batteria) e Mark Dutton (basso). Le sferzate rock dei Black Crowes sono lontane, eppure lo spirito, in fondo in fondo, è lo stesso. Affascinante il percorso onirico di “Appaloosa”, ma il cuore dell’album sono senz’altro le atmosfere magiche ed impossibili da catalogare di “Vibration & Light Suite”, che con la sua carica sciamanica si dipana in tredici sognanti minuti. Praticamente l’opposto della successiva e frizzante “Little Lizzie Mae”, che pure la segue con grazia e naturalezza, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Ed è proprio questo, a ben pensarci, il pregio principale di Chris Robinson e della sua combriccola: la sua presenza invisibile, fatta apposta per accompagnarci e sentirci liberi di scendere dal treno, in qualsiasi momento. E poi accade che vediamo i paesaggi che si susseguono fuori dal finestrino, e veniamo presi dai ricordi di un’epoca che molti di noi non hanno nemmeno vissuto…non ha senso, ma l’animo psichedelico che c’è in ognuno di noi ce lo fa dimenticare.
Chi non è dell’umore adatto o pretende di avere un approccio razionale rimarrà annoiato da “The Magic Door”, che gioca molto sulla forza magnetica della ripetizione e di una concezione ipnotica della musica. E allora il segreto è lasciarsi trasportare in fondo, fino alla luminosa chiusura di “Wheel Don’t Roll”.

Voto recensore
7
Etichetta: Silver Arrow / Megaforce

Anno: 2012

Tracklist:

01. Let’s Go, Let’s Go, Let’s Go (Hank Ballard’s cover)
02. Someday Past The Sunset
03. Appaloosa
04. Vibration & Light Suite
05. Little Lizzie Mae
06. Sorrows Of A Blue Eyed Liar
07. Wheel Don’t Roll


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