Recensione: The Lord Of Steel - Hammer edition

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Recensione: The Lord Of Steel – Hammer edition

Manowar

Track Listing

01. The Lord Of Steel (4:07)
02. Manowarriors (4:46)
03. Born In A Grave (5:47)
04. Righteous Glory (6:10)
05. Touch The Sky (3:49)
06. Black List (6:58)
07. Expendable (3:10)
08. El Gringo (4:57)
09. Annihilation (4:00)

10. Hail Kill And Die (3:56)

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Dopo l’inspiegabile passo falso della ri-registrazione di “Battle Hymns MMXI” i Manowar tornano sulle scene con un album solido, roccioso, privo di orchestrazioni, che abbandona (inspiegabilmente) il concept di “Thunder In The Sky” (la Asgard Saga) e si riversa in un metal epico e diretto, gradasso e tracotante tipico dei quattro assi statunitensi.

In “The Lord Of Steel” (Hammer edition) il basso di DeMaio è potentissimo, distorto all’eccesso e di nuovo protagonista (nelle ultime release restava un po’ in seconda fila), in grado di crearsi sue linee (come dimostra, una su tutte, la cadenzata ‘Born In A Grave’), in simpatia con la chitarra di Logan ma allo stesso tempo differenti. Possiamo dimenticarci i fraseggi chiari e possenti di basso presenti in “Triumph Of Steel” ma Joey dimostra ancora una volta di sapersi reinventare ogni volta e proporre variazioni sorprendenti ed efficaci.

Eric Adams è ancora in forma smagliante e riesce a stupire sia nei brani più cadenzati ed aggressivi (‘Manowarriors’) che nei lenti melodici e maestosi (‘Righteous Glory’); in questo album l’approccio ruvido della voce è ancora ben presente e giustificato da un mood molto più diretto e cattivo che investe quasi tutti i brani. La prova del singer diventa ancora una volta l’arma che rende la release dei kings un capolavoro.

La chitarra di Karl Logan si ritaglia un’autonomia e uno spazio mai ottenuto in passato ed è artefice di parecchie soluzioni godibili e grandiose, dalla cascata di note di ‘Black List’ al grandioso assolo di ‘Righteous Glory’.

La sezione ritmica dei Manowar si trova rinnovata dal vecchio martellatore Donnie Hamzik, il cui strumento, preciso e distruttivo, convince in ogni song, nonostante le possibilità espressive lasciate al drummer (che ha dimostrato in diverse occasioni di esser in grado di far “cantare” il proprio strumento con eleganza e fantasia) in fase di registrazione non siano certo enormi.

I suoni di “The Lord Of Steel” sono semplicemente perfetti e rendono alla perfezione quel sound diretto, sporco e cattivo di puro heavy metal che la band aveva intenzione di appiccicare alla nuova release. L’album è stato mixato e masterizzato ai Wisseloord Studios in Olanda, grazie al lavoro di Ronald Prent e Darcy Proper.

Le canzoni si lasciano ascoltare trasmettendo come di consueto un’immediatezza inaudita; dopo i primi ascolti verrete già rapiti dagli anthem così come dai pezzi più veloci e dal meraviglioso epico lento ‘Righteous Glory’.

Val la pena di descrivere uno per uno i brani di questa release.

Come sempre, per ogni album che si rispetti dei Manowar, non possono mancare convincenti anthem. Su “Lord Of Steel” ci imbattiamo prima in ‘Manowarriors’, ennesimo tributo ai fan, caratterizzato da un basso stracolmo di effetti e da una ritmica solida e sporca… quasi Motorhead oriented.

Abbiamo poi l’autocelebrativa ‘Hail Kill And Die’, un secondo anthem (meno efficace ed interessante) il cui testo è formato da un collage di titoli di song della band.

In questo disco mancano quasi completamente i brani speed, fatta eccezione per l’opener ‘Lord Of Steel’, ossia il pezzo più veloce e dirompente, caratterizzato da un refrain formidabile grazie ad un Eric Adams incalzante e leggermente sporco. L’assolo di chitarra di Logan è come sempre da manuale e si inserisce alla perfezione in un mare di basso effettato e compresso.

‘Born In A Grave’ si propone sin dal primo ascolto come una delle song più particolari ed originali dell’album, almeno per il trademark dei Manowar. Il brano, che sembra parlare di vampiri, è caratterizzato da un ritmo cadenzato che evidenzia soprattutto il fraseggio di basso di Joey DeMaio, che in questo pezzo non si limita ad accompagnare la chitarra di Logan ma disegna con il suo strumento un’ossatura sporca e cupa, arma vincente di uno dei brani più riusciti.

Lenta nell’incedere e ancor più ripetitiva della song appena citata è poi ‘Black List’, pezzo che ci ricorda subito ‘Burning’, ma che si differenzia per una maggior varietà espressiva che rende il brano uno dei più interessanti; il ritmo infatti, ossessivo e dominato dal basso ronzante di DeMaio, si apre lentamente a varianti melodiche ed alla linea vocale di Adams, rocciosa e pesante.

‘Righteous Glory’ è il brano lento che il fan sogna di ascoltare in un album dei Manowar; alla melodia drammatica che pervade tutta la song (ben accompagnata da cori maestosi) si aggiungono degli inserti di chitarra pesante che rendono la canzone ancor più epica. Eric Adams ritorna per questa song a linee pulite ed aperte che rapiscono fin dal primo ascolto.

‘Annihilation’ e ‘Touch The Sky’ rappresentano il lato gradasso dei Manowar, proponendosi come due hard rock song (la prima decisamente più graffiante) ottime da riproporre live.

‘Expendable’, dedicata a livello di testo ai noti film di Stallone e compagni, risulta l’altra grande sorpresa di “Lord Of Steel” in quanto riffing e ritmo (complice il basso di Joey) la rendono assimilabile ad una sorta di modern metal che farà inorridire tutti i defender più incalliti; la resa di quest’approccio tronfio ed eccessivamente sottolineato è davvero convincente.

Chiudiamo parlando di ‘El Gringo’, pezzo presentato in anteprima e facente parte della colonna sonora dell’omonimo action movie (per la prima volta la band statunitense inserisce una song in una colonna sonora). Il brano è semplice e diretto; l’approccio melodico di chitarra e voce nonchè il refrain ripetitivo ma godibile ci ricordano il mood di album quali “Louder Than Hell”.

In conclusione i Manowar hanno messo a segno un nuovo capolavoro con “Lord Of Steel”, album con cui la band di New York, dopo l’epic metal maestoso e roboante di “Gods Of War” e dell’EP “Thunder In The Sky”, torna ad un heavy metal muscolare, cattivo ed in parte anche grezzo senza tradire i fan e l’amore per un genere musicale che non smetterà mai di stupire e convincere.

Hail Kill and Die!

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29 Commenti

  1. Frank Goiters

    L’album fa pietà! Spero che la recensione e il voto siano uno scherzo… Registrato malissimo con zero idee e dei testi scandalosi (anche se questa non è una novità…). Ci sono tanti gruppi senza contratto che sfornano demo 1000 volte più interessanti…. Fantasia ZERO! Voto: 4

  2. Ciccio Formaggio

    Spiace dirlo, ma questo è oggettivamente uno dei dischi più brutti che abbia ascoltato in 25 anni di metal.

  3. Ma chi l’ha scritta sta recensione?
    No… per quanto alcune scelte siano anche apprezzabili, questo disco non merita un 9… e se arriva alla sufficienza è solo perchè i Manowar son sempre i Manowar e Eric Adams è la miglior voce metal mai esistita.

    I suoni sono tutt’altro che perfetti… La distorsione sul basso di Joey diventa un gracchiare fastidioso se non si ha a disposizione un impianto coi controcazzi… E il rullante secco sembra quello della batteria dei puffi!

    Comunque dopo tanti dischi è difficile stupire… Si sa.
    Ma Giovedì non me li perdo.

  4. Giga1980

    I Manowar sono ormai 20 anni che non fanno un disco decente.
    Comunque questo nuovo “The lord of steel” (che titolone!!!) è una porcata pazzesca!!!
    Vogliamo parlare dei suoni del “basso”? Un gracchiare fastidioso con distorsioni degne del peggior industrial-core, oppure vogliamo parlare dei riff di chitarrra (se così si possono definire) piatti, ripetitivi, banali e scolastici.
    Lasciamo perdere le tamarrate contenute nei titolo e nei testi, visto che in quelle sono sempre stati coerenti, nel bene e nel male.
    Il fatto è che dopo i primi 4 dischi, veramente interessanti, i Manowar si sono commercializzati in modo esagerato diventando una parodia di quello che sono stati in passato.
    Disco orribile, con pochissime idee autoriciate all’infinito e cori degni della sigla di un cartone animato giapponese di serie B.
    Di epico qui non c’è nulla, per accorgersene basta fare un paragone (decisamente impieteoso) con uno qualsiasi dei lavori del mitici Doomsword.

    Voto 2

  5. Sto provando ad ascoltarlo, ma devo dire che il modo in cui suona questo disco è davvero irritante. Chitarra inconsistente, batteria fintissima, basso iper-distorto e iper-fastidioso…
    scelte che mi lasciano davvero perplesso.
    Come sempre l’unica cosa che mi pare funzionare è la voce di Eric Adams.
    Sarà anche per via della produzione, ma pure le canzoni non mi piacciono manco un po’.
    Meglio allora sia certi episodi di “Gods Of War” e di “Thunder In The Sky”.
    Proverò a riascoltarlo ancora, magari l’orecchio si abitua alla distorsione… ;D

  6. maxx

    Grande Leonardo Cammi, a quanto pare sono l’unico che condivide IN PIENO la recensione…chissà forse sono troppo anziano…boh. Giro qualche stralcio da “OUTUNE.NET” che può implementare quanto scritto ….. “Fortunatamente Joey DeMaio ha lasciato da parte orchestrazioni, esagerazioni sinfoniche e quant’altro, regalandoci insieme a Eric e compagni il miglior disco della band dal 1996 a oggi. L’atmosfera e la produzione grezzissima con tanto di chitarra zanzarosa e basso fastidiosissimo conquisteranno da subito i defender e i metallari più attempati” …..”Disco ignorantissimo e manna dal cielo per chi credeva di averli persi definitivamente da studio (non certo dal vivo). Molti non capiranno, molti altri criticheranno…ma a noi di questi molti non ce ne frega niente. Top Record

    • Leo Cammi

      ciao Max
      grazie per l’apprezzamento. In realtà ho notato che ci sono già siti importanti come powermetal.de che hanno dato quasi il massimo dei voti con giudizi ottimi simili all’analisi che ho proposto anch’io; questo per dire che non siamo gli unici due a pensarla così di questo nuovo capolavoro dei Manowar.
      Sin dall’esordio della band, il pubblico si divide fra critiche positive e negative con poche vie di mezzo. Da sempre chi nn sopporta i Manowar (o anche certi fan) commenta con un’acredine particolare. Comunque sia se ricordi il 2002, all’indomani dell’uscita di “Warriors Of The World”, vi furono come sempre critiche molto negative ed altre di avviso contrario… poi il disco è diventato il più venduto della storia dei Manowar (il che non dimostra che sia il migliore ma sicuramente il più apprezzato dalla totalità del pubblico). Poi ognuno ha le sue preferenze ma essendo anch’io metallaro di vecchia data :-) ricordo che anche “Kings Of Metal”, “Fitghing The World” e “Triumph of Steel” vennero criticati aspramente da una parte della critica e da tanti fan (per non parlare di chi proprio non sopporta il gruppo).

      • Salvo

        non credo che essere metallari di lunga data possa cambiare il giudizio sull’album. io non sono certamente l’ultimo arrivato. ho quasi 40 anni e seguo il gruppo da sempre, ascolto il metal praticamente, e scusate la ripetizione, da sempre, cioè da quando avevo 12 anni.
        ho aprrezzato il gruppo e ci sono anche affezionato, ma sinceramente 9 è per me un voto che va assegnato ad album di ben altro livello.
        oh, poi ognuno ha i suoi gusti sia chiaro, così come chi ha deciso di scrivere una recensione e pubblicarla deve accettare le critiche di chi legge.
        IMHO, inoltre, serve a poco avallare il voto della propria recensione citando riviste estere…questo è un giochino inutile. io potrei risponderti che ci sono molti altri siti in italia che hanno dato un 6 risicato, siti che, e scusami se lo dico, sono certamente più rilevanti in ambito metal rispetto a questo, senza nulla togliere al vostro valore sia chiaro.

        ovvio che poi essere obiettivi quando si parla di certi gruppi è difficile…e questo ovviamente vale sia per il recensore, anzi soprattuto per il recensore, che per il lettore commentatore.

        • maxx

          cristo mi sembra di stare in mezzo ad alieni….non volevo avallare un bel niente, era solo per implementare/aggiungere qualche concetto che ho condiviso. non voglio convincere nessuno, cosa me ne frega, ho i capelli troppo bianchi per fare i giochini inutili come li chiami tu, però evidentemente non vi rendete conto che dopo 10 anni Joey DeMaio si è rimesso a scrivere dei riff che suonano molto più freschi e molto più potenti delle ultime produzioni trite e ritrite, che puntavano molto su orchestrazioni pesissime. Comunque no problem: l’orecchio o c’è o non c’è :) Saluti a tutti

        • Leo Cammi

          ciao, grazie per la tua precisazione alla mia risposta a Maxx.
          Guarda, in realtà non volevo far nessun “giochino” citando un’altra testata; ho parlato della recensione di powermetal.de per rispondere a Max il quale aveva a sua volta inserito uno stralcio di un’ulteriore recensione positiva al nuovo CD dei Manowar uscita su un sito italiano.
          Ti dirò anzi che ieri sono stati al Gods e chiacchierando con amici-colleghi di altre testate, sia web che cartacee, ho raccolto commenti negativi al disco per cui di certo ben presto usciranno recensioni in cui potrai riscontrare la tua opinione.
          Aggiungo che accolgo sempre molto volentieri le critiche e ne faccio tesoro, soprattutto quando sono costruttive, rispettose delle opinioni altrui e permettono un sano e scambio di idee.
          Quindi accolgo con piacere anche le tue osservazioni.

          Sulla rilevanza più o meno importante della nostra webmagazine rispetto ad altre presenti in Italia non mi esprimo e lascio eventualmente ad altri, se vorranno, questa possibilità di continuare la discussione.
          grazie ancora :-)

  7. Raffaele

    Da grande fan dei Manowar,posso assolutamente dire di essere rimasto assolutamente deluso da questo album… in assoluto uno dei peggiori ,non tanto per le scelte di produzione che invece trovo “innovative ” nel contesto Manowar, ma bensi’ per la qualita’ pessima del songwriting priva di quel mood positivo ed immediato che ogni canzone dei nostri deve avere. Noiosissimo.

  8. Salvo

    9 per questo disco ? ma cerchiamo di essere obiettivi per favore !!! io sono un loro sostenitore ma questo disco arriva a mala pena, ad essere generosi, a 6 altro che 9… sequesto è un disco da 9 quanto meriterebbe king of metal ? mah…

  9. I Manowar sono diventati la parodia di loro stessi. Questo è un album da 6 “politico”. Oggettivamente, 9 è veramente esagerato

  10. Diego

    Disco di un vuoto assoluto…si salva il buon lavoro dietro le pelli di Donnie Hamzik, inascoltabile il basso supersaturato di Joey. Purtroppo anche il buon Eric Adams non convice, anzi direi che sembra non crederci più di tanto nel progetto. Il loro peggior disco di sempre.

  11. Gringo

    forse 9 è eccessivo, ma almeno un 7 questo disco lo merita, i manowar sono tornati a fare i Manowar!!! whimps and posers, leave the hall!!!

  12. grande disco black list capolavoro assoluto grande song. disco del 2012

    • Leo Cammi

      grazie del commento Daniele, sei stato conciso e molto preciso :-) Concordo sia con
      la definizione di “The Lord Of Steel” quale disco dell’anno (difficilmente usciranno CD che potranno superare questo nuovo capolavoro dei Manowar) che con l’apprezzamento per
      ‘Black List’.

  13. Brando

    Non sono totalmente d’accordo con il grande Leo Cammi: a me “Hail, Kill and Die” piace da matti.

    E poi 9 è poco: almeno 9.5!

    • Leo Cammi

      Grazie Brando per il commento; ti dirò che quanto scrivi mi convince… 9 è poco

  14. Diego

    Ragazzi, ma state scherzando, vero? Una o due canzoni “discrete” non possono salvare questo disco…9? Cosa diamo ai primi 5 album? 60?

  15. Finalmente ho ascoltato l’album e dico la mia: i commenti sopra dimostrano come i Manowar siano un gruppo che si ama alla follia o si odia senza riserva. Loro sono così e lo hanno sempre ammesso: tronfi, pacchiani, eccessivi e chi lo dice che non si possono apprezzare anche per questo motivo?
    Mi sembra che Leonardo motivi molto bene il suo voto e per quanto io trovi che ci siano anche un paio di pezzi inascoltabili (“Expendable” se lo potevano risparmiare), la sua recensione non fa una grinza, è tutto eviscerato e spiegato nei minimi particolari. L’album è fatto di brani immediati, con quei bei ritornelloni, passatemi il termine, ignoranti, che non ti si staccano più dalla testa. Non sono sempre stati così? Non ultimo, la produzione sarà pure grezza, ma ultimamente anche noi siamo abituati a registrazioni cristalline, pompose e hollywoodiane, per cui dovremmo recitare un mea culpa in questo senso.
    In definitiva, 9 sarà pure un voto troppo alto, ma da parte mia un 7 ci sta tutto. “The Lord Of Steel2 è esattamente ciò che una fan dei Manowar si aspetta dai Manowar e chi non li ha mai sopportati non inizierà certo ad amarli con questo album

  16. LOL 9? XD i Manowar mi sono sempre piaciuti; sempre ascoltati con piacere e dal vivo molto apprezzati…anche se tutto questo loro sfoggio di machismo made in america mi ha sempre fatto COMUNQUE (sor)ridere…ma 9 a questa schifezza d’album? probabilmente è, stranamente, l’unica recensione positiva che leggo. Decisamente non condivido, è un album da 6 o meno.

  17. HeavyMetalBoy

    I MANOWAR li si ama o li si odia!
    Io li amo,tantevvero che mi sono tatuato THE CROWN AND THE RING.
    Secondo me l album non e il ” migliore” dei Manowar, e quel basso e davvero un po fastidioso e la chitarra un po “anonima “.
    Ma questo non cambia tanto la storia…….
    I Manowar sono stati criticati sempre per le loro svelte coraggiose e questa e la vera forza dei KINGS OF METAL!
    Kiss my ass if you dont like me – l dont care !

  18. marco

    finalmente i Manowar so tornati a fare i….Manowar,a suonare Manowar.basta con quelle produzioni iper pompate,iper orchestrali,che alla fine annoiano e che per sentire un riff doveva passare mezz’ora,e che a dir la verita’ non centavano nulla con la storia del gruppo.loro son rozzi e questo e’ un album rozzo,loro so diretti e questo album lo e’,punto.certe sonorita’ le lascino ai rhapsody o gruppi simili,dai Manowar ci si aspetta altro,ci si aspetta un metal nudo e crudo,come agli esordi,o quelle produzioni erano cristalline?ah gia,ora siamo nel 2012 e certi suoni non son piu ammissibili….almeno per qualcuno.magari il 9 della rece e’ un po eccessivo,credo che un 7,5 fosse un punteggio piu giusto,ma aldila’ dei numeri,resta un gran bell album.

  19. Giacomo Di Palma

    Bhe c’è chi la pensa in un determinato modo,ma a me The Lord of Steel piace.
    Capolavori come El Gringo,Hail,Kill & Die non si ascoltavano da parecchio.
    E poi la grandiosa Manowarriors…Un tributo incredibile a noi fans,questi ragazzotti americani non moriranno mai.
    Fuck the World,Hail & Kill.

    PS.Chiamatemi tamarro e ottuso se volete ma i Manowar sono una vera e propria filosofia di vita oltre ad una semplice band.

  20. Leo Cammi

    beh, sono perfettamente d’accordo :-)

  21. Gianpaolo Cammarere

    …..E’ anche questione di gusti. In questo contesto condivido la recensione, anche se il voto secondo il mio parere, e’ troppo generoso.

  22. Marco

    Il peggior album dei Manowar, proprio senza idee. Chitarra spenta (Logan è scarsetto), melodie banali, testi ignobili. Mi è tornata in mente una mitica recensione di Stefano Pera su MH di Louder than Hell in cui più o meno diceva che per scrivere i testi usano due barattoli, uno con 10 verbi (to die, to fight…) e 15 parole (steele, metal, battele…), estraggono a caso e compongono!
    Peccato perchè Gods of War (intermezzi parlati a parte) era fresco, epico e originale e con un paio di chicche (gods of war, odin, loki) al top della produzione manowar. Speravo continuassero su quella strada…

  23. Grandi Manowar, come sempre.

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