The Last Ten Seconds Of Life – Recensione: “The Last Ten Seconds Of Life”

I TLTSOF non sono molto conosciuti nel vecchio continente, ma in USA si sono fatti rispettare a suon di album concreti e coerenti, nonostante un cambio di vocalist nel 2016. Scoperti per puro caso in una playlist di Spotify diversi anni fa, mi hanno catturato per il loro sound davvero pesante, agonizzante e droppato al limite, per una scena sonora proibitiva che piacerà solamente ad una cerchia ristretta di appassionati.

Il loro deathcore, caratterizzato da bass-drop profondissimi, batteria cadenzata e mai veloce insieme a ritmiche con palm-mute cavernosi, è la miscela spezza-ossa che sicuramente darà sfogo ai mosher durante i loro live.

Questo nuovo episodio però ha sicuramente alzato l’asticella rispetto al suo precedente, “Machina Non Grata”, andando fortunatamente ad ampliare il loro portfolio musicale con qualche nota in più e con l’inserimento molto intelligente delle voci in pulito che non rubano il palco a quello che è invece l’abisso sonoro con cui ci hanno abituato.

Dopodiché, ogni canzone ci porterà sempre più in profondità scavando nelle frequenze da trivella petrolifera in cerca di note più pesanti e soffocanti, mentre in altre, come ad esempio “Altar Of Poison”, abbiamo degli intermezzi quasi jazz e rilassanti, ma continuamente pronti per precipitare negli abissi del growl di John Robert Centorrino.

L’unico brano su cui però vorrei spendere due parole in più è “Vampire (A Blood Ballad)”, che ha l’introduzione più wadda fuck mai sentita prima, per poi sfociare in quello che è il singolo più d’impatto del disco. La band mischia groove, velocità, break-down e clean vocal in modo impeccabile e anche non sense, colpendo alla sprovvista l’ascoltatore. Evitabile? Si, ma è proprio per questo che cattura più del dovuto.

Ai più sicuramente questa tipologia di deathcore (chiamato appunto down-tempo/beat-down) annoierà dopo pochi brani, e ne sono più che consapevole, ma al sottoscritto è piaciuto appunto per queste atmosfere cupe e dense di bassi. Consigliato per coloro che sono pronti a nuove esperienze, da evitare per i sommelier del metal.

Etichetta: Unique Leader Records

Anno: 2022

Tracklist: 01. Invictus unto Fire 02. Zapffe isn’t invited to the Party 03. The Sabbath 04. Birth of the Butcher 05. Altar of Poison 06. Guillotine Queen (Redux) 07. Hate What You Love 08. Vampire (a Blood Ballad) 09. Glory be 2 Misery 10. Wasted (interlude) 11. Sickness in Seattle 12. Suicide Watch 13. A Lesson on Self Preservation 14. Procession
Sito Web: https://facebook.com/thelasttensecondsoflife

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