Ministry – Recensione: The Last Sucker

In attesa di sapere se questo sarà veramente l’ultimo album targato Ministry (anche se quel pazzo di Al Jourgensen ha già detto che ci sarà un altro disco, solo di cover), gustiamoci comunque la ritrovata voglia del padre-padrone dell’industrial metal di picchiare duro come non gli capitava più da tempo. ‘The Last Sucker’, oltre a chiudere nelle intenzioni le porte del Ministero, pone fine anche alla trilogia dedicata all’odiato Bush. Dopo ‘Houses Of The Molè’ e ‘Rio Grande Blood’, questo disco si pone come il più cattivo e agguerrito dei tre, forse a testimoniare la rabbia, dopo il disincanto, verso il presidente Usa più odiato della storia. ‘Death & Destruction’ è quasi una canzone Death, ma anche i riffoni di ‘Let’s Go’, ‘The Dick Song’ e ‘Watch Yourself’ non sono di certo passeggiate sull’erba fresca.

La seconda parte del disco, come sempre più spesso capita a Jourgensen, è meno brillante. Spuntano infatti la cover di ‘Roadhouse Blues’, piacevole e divertente ma niente di più, l’inno punk ‘Die In A Crash’ in cui compare anche Burton C. Bell dei figliocci Fear Factory e soprattutto la conclusiva (definitivamente?) ‘End Of Days’, quattordici minuti prima di calare il sipario con una lunga serie di assoli di chitarra. Certo, ci si poteva aspettare di più, decisamente di più, da un pazzo drogato come Jourgensen. Almeno un po’ più di follia cerebrale, invece di questa serie di canzoni carine e divertenti ma pienamente nello spirito Ministry degli ultimi tempi. Non è difficile accontentarsi, vista la qualità comunque elevata del lavoro in questione, ma come passo d’addio il monicker Ministry forse avrebbe meritato qualcosa di più.

Voto recensore
6
Etichetta: Megaforce

Anno: 2007

Tracklist: 01. Let's Go
02. Watch Yourself
03. Life Is Good
04. The Dick Song
05. The Last Sucker
06. No Glory
07. Death & Destruction
08. Roadhouse Blues
09. Die In A Crash
10. End of Days (Part One)
11. End of Days (Part Two)

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