Devildriver – Recensione: The Last Kind Words

E sono tre. I dischi di Dez Fafara con i DevilDriver, creatura nata dopo lo scioglimento dei ‘suoi’ Coal Chamber. Tre dischi quasi in fotocopia, fatti di quel mix di death, thrash con qualche spunto –core che di questi tempi non guasta mai. Tre dischi, però, in crescendo qualitativo, con questo ‘The Last Kind Words’ che segna al momento il picco per il gruppo statunitense. Molto buono il songwriting, come detto sempre in bilico fra l’irruenza death ed una certa quadratura tipica del thrash. In questo si innestano alcuni momenti melodici, rari a dire il vero, ed una piu’ che positiva prestazione di Fanfara dietro il microfono.

Se i Coal Chamber erano l’anima ‘dura’ del fenomeno nu-metal, i DevilDriver rischiano di essere quella ‘morbida’ del death a stelle e strisce del ventunesimo secolo. Manca infatti quella puzza costante di marcio che ha caratterizzato tutte le produzioni del genere dagli anni ’80 in poi, e non potrebbe essere altrimenti con una produzione lasciata alle sapienti mani di Jason Suecof ed Andy Sneap, ma rimane comunque il gusto del riffing composito ed incrociato. Di stacchi improvvisi e altrettanto improvvise accelerazioni. Un lavoro sicuramente sopra la media, che non aggiunge niente a quanto già detto dalla band e dal genere ma che almeno riesce a non farti sbadigliare fino alla fine.

Voto recensore
7
Etichetta: Roadrunner

Anno: 2007

Tracklist:

01. Not All Who Wander Are Lost

02. Clouds Over California

03. Bound By The Moon

04. Horn Of Betrayal

05. These Fighting Words

06. Head On To Heartache (Let Them Rot)

07. Monsters Of The Deep

08. Tirades Of Truth

09. Burning Sermon

10. When Summoned

11. The Axe Shall Fall


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