Noxagt – Recensione: The Iron Point

Terra curiosa la Norvegia, patria nota ai più per il black metal ma che si rivela terreno fertile anche per l’eclettismo sonoro e per la sperimentazione: ed è quest’ultima la categoria cui dobbiamo far riferimento per inquadrare la proposta dei Noxagt, forrmazione caratterizzata dall’uso esclusivo di basso, batteria e viola elettrica.

Una formazione indubbiamente singolare, con cui il trio ha dato vita a ‘The Iron Point’, lavoro che si distingue per la presenza di composizioni interamente strumentali, stralunate e stranianti, giocate su dissonanze e destrutturazioni, che vanno a formare un magma vorticoso e placido al tempo stesso: un tappeto sonoro instabile, che si apre ad improvvise accelerazioni che a volte sfociano addirittura in sfuriate simil-grind (come nell’ironicamente intitolata ‘A Blast From The Past’ e in ‘Svartevatn’), ma che trovano un degno contraltare in atmosfere più distese e rilassate, quasi alla Sigur Ros, come quelle della conclusiva ‘Regions Of May’, dove fa la sua comparsa anche un pianoforte, o nei vaghissimi accenni folk di ‘The Hebbex’ o di ‘Kling No Klokka’.

Un ascolto sicuramente non facile e spiazzante ai primi ascolti, ma che sa convincere e conquistare col tempo: se la curiosità musicale è dalla vostra parte e volete dare una possibilità al lato meno conosciuto proveniente dai fiordi norvegesi sapete dove rivolgervi.

Voto recensore
7
Etichetta: Load/Goodfellas

Anno: 2004

Tracklist: 01.Naked In France
02.Blood Thing
03.Acasta Gneiss
04.The Hebbex
05.A Blast From The Past
06.Thurmaston
07.Kling No Klokka
08.Svartevatn
09.Regions Of May

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