Grand Magus – Recensione: The Hunt

Al sesto album ormai lo sappiamo: i Grand Magus arrivano all’appuntamento col mercato discografico sempre con album di qualità. “The Hunt” segue a distanza di due anni lo splendido “Hammer Of The North” e vede il passaggio della band da casa Roadrunner alla tedesca Nuclear Blast, etichetta forse più congeniale al sound classico e prettamente heavy della band.

“Hammer of the North” aveva visto la band allontanarsi dal sound ancora torbidamente stoner/doom di “Iron Will” a favore di un heavy classico, senza fronzoli, molto curato e già in combutta con l’hard rock barocco dei Rainbow. “The Hunt” segue il percorso intrapreso, con l’ormai completo allontanamento dalle sonorità più doom degli esordi a favore di un heavy metal semplice ma dal songwriting incredibilmente efficace e coinvolgente. I nove brani dell’album vedono una perfetta alternanza tra cavalcate di puro classic metal e sferzate hard rock. Impossibile non citare brani come l’opener “Starlight Slaughter” o la manowariana (primo periodo, of course) “Sword Of The Ocean” che ci fa tornare in mente l’essenziale epicità di album come “Into Glory Ride” o “Hail To England” o ancora la splendida titletrack che vede un inaspettata abbondanza di parti soliste di JB, mastermind dei Grand Magus. Anche in brani all’apparenza dalla struttura più rock come “Valhalla Rising”, troviamo chorus epici e catchy, orecchiabili fin dal primo ascolto e decisamente azzeccati. Arriva un po’ inaspettata la mini suite “Son of the Last Breath”, che inizia come folk-ballad per poi evolversi in un mid tempo roccioso, esperimento inedito per la band.

Nel complesso “The Hunt” è un album che si fa apprezzare fin dal primissimo ascolto, accessibile come il suo predecessore senza però risultare banale o poco durevole. I Grand Magus riescono ancora una volta a colpire con un heavy metal semplice, senza abbellimenti ne sovrastrutture inutili, con una sola chitarra, un basso in bella evidenza e una batteria che martella a dovere senza sbrodolamenti tecnici: una ricetta semplice che però in pochi riescono a realizzare così bene. “The Hunt” è senza dubbio un altro successo nella carriera della band, ma forse un gradino sotto i suoi due illustri predecessori, non tanto per la qualità dei brani ma per una certa staticità nella proposta che, a differenza del passato, non si è evoluta rispetto al capitolo precedente. Interessante invece è la produzione che torna ad essere più diretta e meno leccata rispetto ad “Hammer Of The North”, senz’altro più vicina a il micidiale retro-sound di “Iron Will”. A conti fatti comunque un altro obiettivo centrato e acquisto obbligato per ogni amante del metal classico. Inarrestabili.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2012

Tracklist:
01. Starlight Slaughter 04:19
02. Sword Of The Ocean 04:28
03. Valhalla Rising 04:51
04. Storm King 04:23
05. Silver Moon 04:43
06. The Hunt 05:24
07. Son Of The Last Breath Part I: Nattfödd Part II: Vedergällning 06:49
08. Iron Hand 03:44
09. Draksådd 05:48

Sito Web: http://www.grandmagus.com/

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