Darkest Hour – Recensione: The Human Romance

Settimo album per i Darkest Hour, sicuramente fra i prime movers della scena metal-core. Questo nuovo “The Human Romance” riconferma in pieno lo status di rilievo che gli americani da anni mantengono nella scena, dove, sebbene non abbiano mai fatto registrare un vero e proprio boom commerciale, si sono sempre attestati fra i big del settore.

La longeva band di Washington D.C., formatasi nel lontano 1995, è rimasta piuttosto fedele nel tempo al sound e all’immagine che li contraddistingue, limitandosi a un lavoro di cesellatura dei dettagli, che si è tradotto in moderate virate d’atmosfera, all’interno di una discografia comunque abbastanza omogenea qualitativamente.

In seguito alle relative asprezze degli album d’esordio, sono seguite le maggiori aperture melodiche di metà carriera (soprattutto “Deliver us”, del 2007, ma non solo), poi ricondotte e moderate in un approccio nuovamente più aggro-death nelle ultime uscite.

In tutto ciò i riferimenti stilistici sono sempre i medesimi, Soilwork, In Flames, Dark Tranquillity e compagnia svedese, uniti all’approccio diretto e crudo del modern metal/hardcore americano.

In “The Human Romance” questa premessa si traspone in un lotto di canzoni che privilegiano un approccio leggermente più violento e diretto, rispetto al recente passato. Dopo la consueta intro strumentale, “Terra Nocturnus”, “The World Engulfed In Flames” chiarisce subito le idee, con un veloce e robusto metal-core, fatto con la necessaria perizia tecnica (validi i due axemen, Mike Schleibaum e Mike Carrigan Theobald) e interpretato dallo screamer John Henry con tutta la convinzione possibile.
Parecchie le canzoni che fanno muovere la testa, con riff violenti ma al contempo melodici, come “Savor The Kill”, “Purgatory” o “Beyond The Life You Know”.

Come però spesso accade con le opere di questo genere, il difetto principale sta nell’eccessiva somiglianza dei brani, nei quali ricorrono continuamente le stesse soluzioni a livello di composizione, arrangiamenti, melodie.

Purtroppo anche “The Human Romance” non è esente da questa caratteristica, e perde parte della sua dinamicità in favore di un’atmosfera più cupa e dark, delineata anche da copertina e testi.
Un album più duro e oscuro, che comunque non aggiunge nulla, a livello artistico, a quanto prodotto finora dai Darkest Hour, sempre fra i più abili e convincenti esponenti del loro genere, ma dello stesso genere forse irrimediabilmente prigionieri.

Voto recensore
6,5
Etichetta: eOne Music

Anno: 2011

Tracklist:
1. Terra Nocturnus 01:16
2. The World Engulfed In Flames 03:52
3. Savor The Kill 03:48
4. Man And Swine 03:44
5. Love As A Weapon 04:00
6. Your Every Day Disaster 02:46
7. Violent By Nature 02:21
8. Purgatory 03:46
9. Severed Separates 03:27
10. Wound 03:42
11. Terra Solaris 08:41
12. Beyond The Life You Know 04:12

Sito Web: http://www.myspace.com/darkesthour

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